Riportiamo di seguito la recensione della dottoressa Maria Alba Stigliano medico materana in servizio presso l’ospedale Santo Spirito ed il Filippo Neri di Roma al libro Racconti dei Sassi e delle donne di Matera di Vito Coviello
n questo corposo volume di racconti ritroviamo concentrati tutti i concetti che Vito ha sempre espresso in ogni suo libro ma anche alcune novità.
E’ sempre presente il suo amore e la profonda conoscenza di Matera com’era e com’è oggi, com’erano i suoi concittadini ed in particolare le donne di Matera, nonne, madri, donne che nonostante le ristrettezze economiche mandavano avanti e facevano crescere le famiglie con il loro amore, la loro abnegazione, la loro sofferenza.
E’ un inno alle donne di Matera, che con il loro impegno, la loro forza, il loro coraggio, che neanche gli uomini avevano, riuscirono a fermare la macchina del Presidente del Consiglio De Gasperi, in visita a Matera, per fargli toccare con mano le condizioni dei materani che vivevano nei Sassi. Coraggio che convinse il Presidente del Consiglio a legiferare per il risanamento dei Sassi di Matera.
I racconti narrano con sentimento, quasi con rimpianto di una Matera con persone, artigiani che ormai non esistono più, di una povertà, di una abnegazione, di un sacrificio, ma anche della forza dei suoi abitanti ed in particolare delle donne per uscire fuori da questo stato di degrado.
Straziante, ma pieno di dignità il racconto “Il pane non ci manca”, in cui si parla di una famiglia poverissima la cui madre, una donna appunto, doveva combattere con la povertà della sua famiglia, ma senza doversene vergognare o far vergognare i figli della loro povertà. Diceva sempre “siamo poveri, ma il pane non ci manca” e sul tavolo di quella piccola cucina c’era sempre lo stesso pane di cinque chili, così chi entrava o passava di là poteva vedere che il pane in quella povera casa c’era sempre.
Sempre molto accurata è la descrizione delle vie, delle case, dei palazzi, delle chiese rupestri e non di Matera, descritti sempre con affetto ed intrisi di ricordi e di esperienze personali.
Non manca un dolce riferimento alla moglie Bruna, che lo ama e lo ha sempre amato e come dice Vito: “per quello che sono e nonostante quello che sono”.
In questi racconti traspare, come in tutti i libri di Vito, la sua profonda religiosità e la fede nella Madonna della Bruna in particolare. Questa volta però è anche un po’ arrabbiato con Dio che gli ha mandato la croce della cecità, che non riesce più a sopportare, ma, invece, forse Dio un miracolo l’ha fatto! L’ha fatto diventare uno scrittore! per la gioia del nostro cuore, quindi Vito non sei solo, Dio è sempre vicino a te e anche noi siamo con te.
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