Indra, sindacati Fim, Fiom, Uilm e Fismic, rsu degli stabilimenti di Tito/Sant’Angelo Le Fratte: “Un’opportunità concreta per il territorio, non solo una firma societaria. Ora servono i fatti”. Di seguito la nota integrale.
Oggi si è tenuto un incontro con la Direzione Aziendale di Smart P@per in merito alla procedura di cambio appalto.
Nessuna novità rilevante è emersa, anche in considerazione del fatto che, ai sensi del Codice degli Appalti, vige la clausola di riservatezza. Restiamo pertanto in attesa del primo confronto con le aziende subentranti.
L’azienda ha fornito un quadro dei fabbisogni per le commesse interne, ma questo non è sufficiente.
Smart P@per deve fare un salto di qualità, uscendo dalla logica esclusiva dell’appalto.
L’acquisizione da parte di Indra deve trasformarsi in un vero piano di sviluppo, con investimenti reali negli stabilimenti lucani e una valorizzazione concreta delle professionalità interne, attraverso nuovi asset industriali che possano offrire prospettive future.
Vogliamo un futuro che non sia legato solo agli appalti, ma che dia certezze a lungo termine alle persone e al territorio.
Pretendiamo che questa acquisizione non sia solo una firma su un pacchetto societario, ma un vero motore di crescita, per le persone e per la Basilicata.
Non possiamo limitarci a sperare che le cose vadano bene: dobbiamo costruirle. Serve visione, leadership e determinazione.
Indra e il nostro territorio devono scommettere l’una sull’altro. Le competenze ci sono, la voglia di fare anche. L’obiettivo deve essere una Smart Paper pienamente integrata in Indra, non più – lo ribadiamo – legata solo alle gare d’appalto, ma inserita in nuovi investimenti, nuove filiere, nuove sfide industriali.
Collaborare con grandi realtà già presenti in Basilicata, può rappresentare un salto di qualità, ma è fondamentale pretendere tutele per chi lavora, per non lasciare indietro nessuno.
Per questi motivi, FIM, FIOM, UILM e FISMIC dichiarano lo stato di agitazione e chiedono fin da subito un incontro con i vertici di Indra/Minsait, affinché vengano presentati:
• nuovi investimenti;
• un nuovo assetto produttivo;
• una prospettiva industriale concreta;
• garanzie per l’occupazione, anche attraverso un possibile piano di riqualificazione professionale.
Se ciò non dovesse accadere, metteremo in campo una grande iniziativa di mobilitazione di tutti i lavoratori, affinché questo grande gruppo spagnolo capisca che la Lucania è terra laboriosa, di persone che non vogliono vivere di ammortizzatori sociali.
Vogliamo un futuro che non sia legato solo agli appalti, ma che dia certezze a lungo termine alle persone e al territori.
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