Leonardo Pinto: Transumanza politica al Comune di Matera, non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire. Di seguito la nota inviata da Leonardo Pinto, già Consigliere Comunale e Presidente Commissione Urbanistica Comune di Matera.
Il problema non è il cambio di casacca in sé, ma la motivazione e le conseguenze dello stesso.
Solo i morti e gli stupidi non mutano opinione, diceva James Russell Lowell. Personalmente, condivido. Alle persone normali è consentito cambiare opinione; anzi lo devono fare quando si avvedono di aver sbagliato.
Nessuno mai ha affermato che il consigliere comunale eletto non possa cambiare gruppo politico, anche perché non esiste giuridicamente il vincolo di mandato nel senso che l’eletto in una lista, se cambia gruppo decade dalla carica. Anche su questo ci si spinge a dire sciocchezze, in quanto si ignora il valore costituzionale e relativa motivazione dell’assenza di un simile vincolo.
La questione sulla quale si tergiversa capziosamente é un’altra: il modo e la motivazione del cambiamento.
Infatti, si sostiene che la “transumanza politica” consentirebbe di evitare nuove elezioni e, quindi, sarebbe utile alla Città. L’assunto è fuorviante e strumentale, anche se accattivante.
Per il bene della Città, invece, il Sindaco si deve presentare in Consiglio Comunale con la Giunta al completo, illustrare il programma che intende attuare; i consiglieri eletti in coalizione diversa, se condividono, devono dichiarare di fare proprio tale programma e manifestare di volerlo attuare insieme al Sindaco. Questo comporta l’abbandono, senza riserva, del programma in base al quale si è stati eletti; conseguentemente va formalizzata -con atto consiliare- la nascita di una maggioranza più ampia, diversa da quella elettorale.
Il Sindaco, arbitro unico, deve valutare la credibilità e l’affidabilità dei “nuovi arrivati” e decidere se costituire o meno con loro la maggioranza negata dal corpo elettorale, assumendosi la relativa responsabilità.
La differenza, tra chi ammette il “cambio di casacca” giustificandolo con la retorica del bene della Città e chi non si scandalizza al cambio di opinione, purché chiaro, senza riserve, trasparente, formalizzato con atto consiliare, è “abissale”. Il primo il metodo è da retrobottega dove si concludono i migliori affari, il secondo è un metodo istituzionale trasparente.
Il rifiuto a capire tale semplice differenza, significa essere faziosi, attaccati ciecamente ad una parte politica; questo è certamente contro il bene della Città, che mai va sacrificato sull’altare di interessi politici di parte.
Sia chiaro! Ai Materani non interessa chi amministra, ma come si amministra. Il resto è aria fritta di bassa lega che non appassiona la gente comune, certamente in maggioranza.
L’articolo Leonardo Pinto: Transumanza politica al Comune di Matera, non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire proviene da SassiLive.
Fonte: SassiLive – Read More

