Venerdì 11 luglio 2025 alle ore 18,30 nella sede della Banca Fideuram Intesa San Paolo è in programma il vernissage della mostra d’arte “Vittorio Balsebre – La straordinaria forza dei Sassi di Matera”. Di seguito la nota integrale inviata da Pierluigi Diso.
Si avvia a conclusione la mostra dedicata a Vittorio Balsebre ed il mondo della finanza si è confermato un ottimo interlocutore per l’arte contemporanea. L’ufficio dei private bankers di Fideuram Sanpaolo Invest di Via Annunziatella a Matera è ormai un punto di riferimento per mostre di arte contemporanea, promuovendo e sostenendo artisti, creando una condivisione dell’arte in un ambiente piacevole dove lavorare e accogliere i propri clienti. La sala di Fideuram Sanpaolo Invest si è trasformata in una galleria d’arte e dal 16 aprile 2025 sta ospitando la mostra dedicata a Vittorio Balsebre. L’artista non poteva non essere ricordato con una personale a Matera ove è stato attivo dalla seconda metà degli anni Cinquanta per oltre dieci anni, dopo aver operato nel contesto culturale romano, a contatto con gli artisti del gruppo Forma Uno e con personalità quali Lionello Venturi. A Matera fu tra i fondatori del gruppo Sintesis e frequentò il Circolo culturale La Scaletta, entrando in contatto con Franco Palumbo e Raffaello De Ruggieri. Il suo percorso artistico è stato oggetto di tesi all’Università di Lecce e all’Accademia di Belle Arti di Lecce e numerose sono state le mostre ove è stato possibile guardare le sue variopinte opere tra Roma, Matera, Lecce e Firenze, solo per citarne alcune. Le opere esposte a Matera sono significative del suo percorso artistico, lungo oltre mezzo secolo. Egli ha prodotto una nuova idea di arte che riconosce e cura se stessa attraverso la bellezza e l’armonia delle differenze, riuscendo a dialogare con i cambiamenti del tempo. Negli anni ’50 a Matera teorizzò il “cavismo”, una teoria artistica che si interessava della forma negativa dell’immagine. A Matera Vittorio Balsebre si dedicò all’innovazione dell’arte in ambito astratto e di fotografia artistica, riprendendo i particolari dei tufi corrosi dal tempo dei Sassi di Matera, che generavano figurazioni ideali di astrazione formale, particolarmente accentuata. In seguito si dedicò alla fotografia astratta. Prima di giungere a Matera, negli anni romani del dopoguerra Vittorio Balsebre ha incontrato e frequentato Lionello Venturi, Argan, De Chirico, Balla, Guttuso e i componenti del gruppo Forma Uno (Dorazio, Perilli, Turcato, Accardi). A Roma è stato uno dei protagonisti dell’Art Club di Via Margutta, dove era di casa quotidianamente. Vittorio Balsebre è stato un grande curioso e il suo girovagare tra Roma e Matera, prima di fermarsi a Lecce, lo hanno formato nelle sue ricerche creative. Quando giunse a Matera trovò una città che era in pieno fermento grazie all’attività del circolo La Scaletta e qui incontrò Lucio Del Pezzo e altri artisti. L’attività materana ha inizio in quel periodo, a cavallo tra gli anni Cinquanta e Sessanta; è qui che Balsebre lascia il figurativo e si confronta con l’informale. Nascono i suoi dipinti, i disegni, i collage, i video, le fotografie. Matera resta sempre nel cuore di Vittorio, tanto che negli anni Ottanta, quando intraprende il percorso dei “Fotograffiti” si rifà a tutto quanto già esplorato nella fotografia astratta sui Sassi di Matera negli anni ’50. Il foglio di carta per Balsebre è una pagina di diario, da riempire tutta con annotazioni e dati, anche polemici e a volte tristi, specie negli ultimi anni della sua esistenza, quando non ha più potuto colloquiare con molti suoi amici ed allievi, ma ha continuato a lavorare nella sua casa-studio, così come riportato nelle sue ultime opere, dalle cartoline per la mail-art, ai manifesti, ai diari intimi, alle cripto-poesie. Balsebre è stato un innovatore e mai imitatore. La mostra chiuderà ufficialmente il prossimo 11 luglio 2025, data emblematica, perché esattamente settant’anni prima, nel 1955, otto giovani pittori esposero a Matera e tra questi c’era proprio Vittorio Balsebre che insieme a Franco Palumbo organizzò la mostra. L’evento faceva parte di un percorso culturale più ampio sul Futurismo e la mostra ebbe successo e fu riportata dal “Corriere del Giorno” del 11 luglio 1955 in un articolo a firma di Lucio Marconi. Balsebre già allora si dimostrò una giraffa, cioè ebbe la capacità di vedere il futuro, egli scommise sul ruolo dell’unità del Mezzogiorno e sulla prospettiva strategica del Mezzogiorno nel futuro. In quel clima di fermento culturale e partecipazione attiva la cultura diviene arte applicata a sensibilizzare i processi di sviluppo della collettività. Quell’evento, come quell fezia futurista della macchinizzazione dell’umano e dell’umanizzazione della macchina. Grazie ai private bankers di Fideuram Sanpaolo Invest di Matera, la mostra di Balsebre sarà possibile visitarla sino a fine luglio 2025.
Nella fotogallery gli scatti dell’inaugurazione della mostra d’arte (foto www.SassiLive.it)
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