Lunedì 14 luglio 2025 alle ore 17 nella sala conferenze del Museo di Palazzo Lanfranchi a Matera è in programma la presentazione del libro “Dante per immagini in Basilicata e altri saggi iconografici” di Sebastiano Villani. (Edizioni dell’Orso, Alessandria 2025).
L’evento sarà introdotto da Rosalba Demetrio, Presidente Regionale FAI Basilicata, e vedrà gli interventi di saluto di Simone Zacchini, Storico dell’Arte e Funzionario dei Musei nazionali di Matera; Franco Micucci, Sindaco di Stigliano; Leonardo Di Gilio per il Centro Studi “Rocco Montano” di Stigliano; Beatrice Volpe, Capo Delegazione FAI di Matera.
Interverranno i relatori Mimmo Calbi, Presidente dell’Associazione culturale “Adriano Olivetti” di Matera e Mauro Vincenzo Fontana, Professore di Letteratura artistica – Università Roma Tre e componente della Consulta Regionale FAI Basilicata. Modererà l’incontro l’Arch. Lorenzo Rota, Delegato Regionale FAI Cultura Basilicata.
Sarà presente l’autore, Sebastiano Villani, Delegato FAI Scuola – Delegazione FAI di Tricarico e della Lucania interna.
Questo appuntamento è realizzato con la collaborazione del Comune di Stigliano, dei Musei nazionali di Matera – Palazzo Lanfranchi, del Centro Studi “Rocco Montano” di Stigliano e dell’Associazione culturale “Adriano Olivetti” di Matera.
La Presidente Regionale ringrazia il Dott. Filippo Demma, Direttore dei Musei nazionali di Matera, e il Dott. Simone Zacchini per aver autorizzato l’uso della Sala Conferenze del Museo di Palazzo Lanfranchi.
Ingresso gratuito fino a esaurimento posti con possibilità di iscriversi o rinnovare la Tessera FAI in loco.
Di seguito una nota dell’autore e la locandina realizzata da Vito Porcari, Delegato FAI Università Matera: “Il mio libro è appena uscito per le Edizioni dell’Orso di Alessandria, Dante per immagini in Basilicata e altri saggi iconografici, con una prefazione di Donato Pirovano, dantista dell’Università di Milano, uno dei tre direttori della collana di Filologia e letteratura italiane che ospita il libro.
Quel che ho provato a tracciare, in circa 450 pagine – di cui 72 illustrate riunite in fondo al libro come un piccolo musée imaginaire alla Malraux – è una sorta di inedito piccolo tour tematico lucano, e non solo, supportato dall’idea – ormai acquisita dalla critica dantesca – che nella storia della ricezione della Commedia possano includersi non solo le illustrazioni vere e proprie del poema, ma anche delle evocazioni, per così dire decontestualizzate, di suoi personaggi e situazioni.
Si tratta di un lavoro in cui – rinviando al dantismo post e anti-romantico dello stiglianese-harvardiano Rocco Montano, almeno quando me ne pareva individuabile la sua più o meno diretta influenza sull’illustrazione dantesca contemporanea – riprendo un mio precedente saggio sul Giudizio universale cinquecentesco di Pietrapertosa, incluso nel volume Suggestioni e modelli danteschi tra Medioevo e Umanesimo, Atti del Convegno di Roma, 22-24 ottobre 2018, a cura di Andrea Mazzucchi e Bruno Itri, Roma, Salerno Editrice, 2022, pp. 497-525.
Sulla copertina compariva proprio il Caronte del Giudizio di Pietrapertosa, che io segnalavo direttamente derivato dal suo omologo michelangiolesco, più dei pochi altri Caronti che pure a questo si ispirano. Mentre sulla copertina del mio libro compare ora, dello stesso affresco pietrapertosano, il suo corteo degli eletti. Che invece di ascendere al cielo o trovarvisi già ordinatamente assisi in trono, sono incamminati come pellegrini per una “strada di tornanti” (sono parole di Anna Grelle Iusco in Arte in Basilicata, 2001) non diversi, io aggiungo, da quelli della montagna del Purgatorio dantesco. Tanto più che qui non la scalano come in quei compatti ed anonimi eserciti talora schierati in qualche Giudizio nordico quattro-cinquecentesco, ma per piccoli gruppi come di convicini. Alla fine, felicitandosi reciprocamente – come vicendevolmente si erano incoraggiati nell’ascesa – tuttavia abbracciandosi più castamente di quei beati michelangioleschi, che pure essi si complimentano per ritrovarsi in cielo – e nella loro carne gloriosamente risorta – con quei famosi «sbagicchiamenti» tanto spiaciuti all’Andrea Gilio, autore del trattato sugli errori dei pittori troppo inclini a metaforizzare.
Nel mio libro sfioro pure la storia della ricezione illustrata dei Promessi sposi – da me trovata incredibilmente documentata nel Palazzo Materi di Grassano – ma anche del Paradiso perduto, per ribadirvi, con qualche nuova evidenza, la sua ormai accettata derivazione dall’Adamo caduto del nostro Serafino da Salandra, e per segnalarvi, altresì, una tela barocca materana con degli Adamo ed Eva colti in un’amabile marital conversation, documentatamente commissionata a Francesco Solimena, secondo Ferdinando Bologna, da un lord inglese, che io sospetto precisamente lettore dell’edizione del poema miltoniano, illustrata da John Baptist Medina (1688).
Persuaso, infine, che storia dell’arte e storia delle immagini siano in parte storie autonome e che possa rivelarsene euristico un loro montaggio anche anacronico, provo a rileggere in una prospettiva dantesca anche alcuni dei murales e delle installazioni promossi a Stigliano dal Festival di arte urbana appARTEngo.
Mi permetto di segnalare di aver anche curato, per le Edizioni Osanna (2019) il volume degli atti di due convegni danteschi internazionali da me organizzati nel dicembre 2015 fra Matera e Pietrapertosa: (https://www.osannaedizioni.it/prodotto/dante-in-basilicata-atti-dei-convegni-di-pietrapertosa-e-matera/)”.
Le attività di comunicazione sono a cura di Liliana Riccardi, Delegata Regionale FAI Comunicazione Basilicata.
Per informazioni:
basilicata@presidenzafai.fondoambiente.it
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matera@delegazionefai.fondoambiente.it

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