Criticità migranti stagionali, associazioni Migranti Basilicata e Migranti Tutti chiedono di porre fine all’emergenza

26/06/2025 | Sassilive

Francesco Castelgrande per l’Associazione Migranti Basilicata e Pino Passarelli per l’Associazione Migranti Tutti in una nota chiedono alle autorità competenti di porre fine alle criticità che riguardano i migranti stagionali. Di seguito la nota integrale.

E’ davvero esilarante l’Ordinanza della Regione Basilicata che vieta il lavoro agricolo nelle ore più calde con la motivazione di “tutelare chi lavora nei campi spesso in condizioni estreme”.
Ad onore del vero la tutela è già stata stabilita con la norma quadro e con l’articolo 2087 del codice civile che stabilisce che il datore di lavoro deve garantire la salute psicofisica dei dipendenti. Il personale ispettivo verificherà la presenza nel Dvr (Documento di valutazione dei rischi) e nel Pos (Piano operativo di sicurezza) della valutazione del rischio da calore e delle relative misure di prevenzione e protezione.
Il datore di lavoro deve prevedere nel Documento di Valutazione dei Rischi e nel Piano Operativo di Sicurezza le relative misure di prevenzione e protezione che devono essere verificate dal personale ispettivo. Ci dobbiamo augurare che all’Ispettorato del Lavoro venga messo a disposizione il personale per gli adeguati controlli.
A nostro avviso la tutela e la salvaguardia passa anche attraverso l’accoglienza. Anche quest’anno è stato fatto un bando per accogliere circa 250 immigrati nell’ex tabacchificio di Palazzo San Gervasio a fronte dei circa 900 braccianti che arrivano per la raccolta del pomodoro nell’area del Vulture-Alto Bradano, mentre ben poco è previsto nel Metapontino per il solo fatto che i dati numerici forniti sono molto inferiori a quelli per la raccolta del pomodoro. Ma la realtà è bel altra.
Il bando pubblico per la gestione dell’ex tabacchificio sembra sia terminato e la stessa assegnazione pare essere avvenuta. Ci auguriamo che le somme previste per la bonifica di un’area che lo scorso anno ha determinato la inagibilità dei locali venga spesa subito e molto tempo prima che parte la stagione per la raccolta del pomodoro. Un’altra speranza è quella di vedere destinati più servizi igienici e più punti di cucina per la preparazione pasti oltre a tutte le necessità per rendere dignitosa la permanenza dei braccianti che arrivano. Bisogna evitare la costruzione di ghetti e l’occupazione dei casolari abbandonati per non permettere al caporalato di fare operazioni poco trasparenti nei confronti di questi lavoratori. Da parte nostra era stata avanzata l’idea di mettere a disposizione locali ormai non più utilizzati da pubbliche amministrazioni e di prevedere un disciplinare che sia valido tutto l’anno per mettere a disposizione dei braccianti, che pure soggiornano stabilmente, le abitazioni vuote pur reperibili nei singoli Comuni.
Non da ultimo è importante che nei Contratti Provinciali in Agricoltura venga previsto l’alloggio anche da parte datori di lavoro che ne hanno la possibilità.
Sempre partendo dal detto che “abbiamo chiesto braccia e sono arrivati uomini”.
Ancora una volta vogliamo ribadire alla Regione Basilicata e a tutte le Istituzioni che questo problema non può più essere affrontato come emergenza, ma va rivista e finalmente finanziata la Legge Regionale n. 13 del luglio 2016 che crei una stabilità abitativa per i lavoratori stagionali al fine di favorire anche i ricongiungimenti familiari.

 

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Fonte: SassiLive – Read More

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