Morte operaio Ferdinando Roma di Pignola, Esposito (Cgil Potenza): “Oggi una giornata di dolore. Di fronte a questa continua strage non si può tacere. Chiediamo con forza che la sicurezza sul lavoro torni ad essere la priorità del governo nazionale e regionale”.
“Piangiamo oggi l’ennesima vittima sul lavoro in Basilicata. Non ce l’ha fatta l’operaio rimasto gravemente ferito nell’incidente nell’azienda metalmeccanica di Tito Scalo lo scorso 9 giugno dopo essere rimasto schiacciato da una pressa. Nell’attendere che la magistratura faccia il suo corso, ci stringiamo al dolore della famiglia. Ferdinando Roma aveva solo 35 anni. Lascia una moglie e due figli piccoli. Come Cgil non ci fermeremo dinanzi a questa continua strage senza fine. Per Ferdinando e per tutte le vittime lucane e del Paese. L’Italia ha una media di tre morti al giorno sul lavoro e la Basilicata a oggi risultato la regione con l’incidenza più alta. Tutto ciò è inaccettabile. Torniamo a chiedere chiediamo con forza che la salute e la sicurezza sui luoghi di lavoro vengano messi al centro delle azioni di questo governo e delle imprese. Serve un nuovo modello di impresa sostenibile, da un punto di vista ambientale e sociale. La sicurezza e la salute non possono essere considerati dei costi. Occorrono regole più precise e maggiore responsabilità d’impresa. Per questo diciamo basta ai subappalti a cascata che deresponsabilizzano i datori di lavoro a partire dalla sicurezza, scaricando tutti i rischi sui lavoratori. È urgente eliminare la norma che consente il sub appalto a cascata, ripristinare la parità di trattamento economico lungo la filiera degli appalti, rafforzare i controlli ispettivi, favorire un piano di assunzione negli enti preposti ai controlli e una patente a punti che faccia la selezione e qualifichi le aziende virtuose da quelle che non rispettano le misure di sicurezza. In Basilicata è poi urgente rendere attivo l’Osservatorio regionale sulla tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro”. Lo afferma il segretario generale della Cgil di Potenza Vincenzo Esposito.
Morte operaio Ferdinando Roma di Pignola, Palumbo (Ugl Potenza):”Vicini alla famiglia di Ferdinando Roma”.
“A nome dell’Ugl esprimo profonda tristezza e vivissime condoglianze alla famiglia del lavoratore Ferdinando Roma, morto oggi nell’ospedale San Carlo di Potenza, l’operaio di 35 anni rimasto gravemente ferito in un incidente sul lavoro avvenuto il 9 giugno scorso nell’azienda ‘Patrone e Mongiello’ di Tito (Potenza) schiacciato da una pressa. Bisogna investire con decisione nella cultura della prevenzione e della sicurezza, a partire dalla formazione nelle scuole. L’Ugl continuerà a battersi per chiedere maggiori tutele a garanzia dell’incolumità di ogni lavoratore”.
E’ quanto dichiara Giuseppe Palumbo, Segretario Provinciale dell’Ugl Potenza per il quale, “poniamo come sempre piena fiducia sull’operato della Procura della Repubblica di Potenza che ha aperto un’inchiesta, condotta dai Carabinieri del Comando provinciale del capoluogo lucano, si tratta dell’ennesimo, inaccettabile incidente che conferma l’urgenza di un impegno comune per fermare quella che è ormai un dramma quotidiano nei luoghi di lavoro. È fondamentale un’azione congiunta delle istituzioni e delle parti sociali per rafforzare la prevenzione e rendere più sicuri i luoghi di lavoro. Servono controlli più efficaci e capillari, ma anche un maggiore coordinamento attraverso l’incrocio delle banche dati degli enti preposti. L’ennesimo infortunio sul lavoro accaduto ripropone l’urgenza di alzare l’asticella delle politiche per la salute e la sicurezza sul lavoro. Vanno intraprese azioni più incisive sul piano della prevenzione e della cultura della sicurezza, con particolare attenzione alle piccole e medie imprese. Su questi temi siamo sicuri che anche la Regione Basilicata svolgerà un ruolo importante collegando, ad esempio, l’erogazione di finanziamenti e sovvenzioni a percorsi partecipati di certificazione della qualità del lavoro con il coinvolgimento delle parti sociali sul modello di quanto si sta facendo nel comparto agricolo e non solo. Fiduciosi nella piena luce con le indagini per ricostruire l’accaduto e le relative responsabilità e – conclude Palumbo – tutta l’Ugl Potenza si stringe intorno alla famiglia di Ferdinando Roma, dell’ennesimo operaio morto sul lavoro”.
Morte operaio Ferdinando Roma di Pignola, Cavallo (Cisl Basilicata): “Servono misure straordinarie per fermare scia di sangue”
«L’ennesimo infortunio mortale richiama tutti al senso di responsabilità e all’impegno collettivo per porre fine a questa inaccettabile scia di sangue Siamo di fronte a un’emergenza straordinaria che continua a mietere vittime innocenti. Occorre potenziare gli organismi ispettivi e di controllo, ma è anche necessario mettere in campo interventi strutturali per la prevenzione e la diffusione della cultura della sicurezza. Per questo consideriamo fondamentale la partecipazione dei lavoratori alla vita delle imprese come leva per rafforzare la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro e prevenire il ripetersi di queste tragedie». È quanto dichiara il segretario generale della Cisl Basilicata, Vincenzo Cavallo, a seguito della morte oggi al San Carlo di Ferdinando Roma, l’operaio 35enne rimasto gravemente ferito il 9 giugno nell’azienda metalmeccanica Patrone e Mongiello di Tito.
Morte operaio Ferdinando Roma di Pignola, Gerardo Evangelista, segretario Fim Cisl Basilicata: per l’operaio Ferdinando e per tutti, cambiare rotta sulla sicurezza è un dovere morale. Non è solo un obbligo legale, ma una questione di dignità e rispetto umano”.
Ferdinando aveva 35 anni, era tornato nella sua Basilicata, nel suo paese d’origine, Pignola, dopo un’esperienza lavorativa all’estero. Lascia una moglie e due figli.
Ferdinando è rimasto gravemente ferito lunedì scorso, durante un incidente sul lavoro nello stabilimento della Patrone & Mongiello di Tito Scalo, dove lavorava. Schiacciato da una pressa, ha riportato traumi gravissimi alla testa e a un braccio. Dopo giorni di agonia, non ce l’ha fatta.
“La sua morte rappresenta l’ennesima sconfitta per la società e per tutti coloro che hanno a cuore il mondo del lavoro. Ferdinando, come tante altre vittime sul lavoro, è il termometro di un sistema che va profondamente ripensato. Non possiamo continuare a contare feriti, invalidi e morti come se fossero numeri.”
“Servono soluzioni nuove, efficaci, basate su prevenzione reale, formazione, investimenti mirati e anche tecnologie come l’intelligenza artificiale. Non è ammissibile morire sul lavoro, soprattutto in una terra come la nostra dove il lavoro manca.”
Sulle cause dell’incidente è stata aperta un’inchiesta dalla Procura di Potenza per fare piena luce sulla dinamica.
“Ma la responsabilità morale – conclude Evangelista – è di tutti noi. Perché in questi casi non basta individuare una causa o un colpevole: se non cambiamo radicalmente il modo in cui affrontiamo il tema della sicurezza sul lavoro, continueremo a piangere tragedie che si potevano e si dovevano evitare.”
Morte operaio Ferdinando Roma di Pignola, intervento Uil e Uilm Basilicata: Ferdinando Roma è il settimo lavoratore lucano che ha perso la vita sul posto di lavoro.
Con profondo dolore e rispetto, ci stringiamo attorno alla famiglia di Ferdinando Roma, l”operaio di 35 anni rimasto gravemente ferito schiacciato da una pressa in un incidente sul lavoro avvenuto il 9 giugno scorso in un’azienda di Tito. E’ il settimo lavoratore che ha perso la vita sul posto di lavoro, in Basilicata dall’inizio dell’anno, in circostanze inaccettabili. Ferdinando non tornerà a casa, e questo è un fallimento per tutti. Come UIL – UILM Basilicata esprimiamo il nostro cordoglio più sincero ai suoi cari e ribadiamo con forza che la sicurezza sul lavoro non è un optional, ma un diritto fondamentale. Non c’è produttività che valga più della vita. Lavorare non può significare morire. Questa ennesima tragedia è figlia di responsabilità mancate, di controlli assenti, di una cultura della sicurezza troppo spesso dimenticata. La UIL- UILM Basilicata chiede verità, giustizia e impegni concreti. Non bastano le parole. Non bastano i minuti di silenzio. Servono azioni, ora. Perché ogni morte sul lavoro è una sconfitta per tutti. Per la Uil e la Uilm la campagna “Zero morti sul lavoro” non è uno slogan: è “l’unico obiettivo”, ed è sempre più necessario individuare strumenti di sostegno alle famiglie delle vittime sul lavoro che dopo aver perso il capofamiglia si trovano a gestire anche e soprattutto una situazione di disagio economico. Per noi è possibile raggiungere il traguardo “Zero Morti sul lavoro” attraverso un “Patto regionale per la sicurezza sul lavoro”. Un’iniziativa che mira a coinvolgere istituzioni, imprese, sindacati e associazioni di categoria per definire azioni concrete e condivise per la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori. Per questo si dia rapidamente seguito alla riunione del 13 marzo del Comitato Regionale di Coordinamento delle attività di prevenzione e vigilanza in materia di salute e sicurezza sul lavoro per procedere ad un piano di interventi.
Morte operaio Ferdinando Roma di Pignola, Lacorazza: il cordoglio deve essere impegno.
Ad ogni morte sul lavoro il cordoglio profondo che viene espresso è giusto e umano.
Ma questo cordoglio, con l’ultima tragedia che ha colpito Ferdinando Roma e la sua famiglia, deve trasformarsi in un impegno che chiami a responsabilità tutti gli attori istituzionali e sociali per una Agenda di politiche che azzeri infortuni e morti sul lavoro. Verso questo obiettivo ogni nostra azione deve tendere.
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