Presidio davanti allo stabilimento Italtractor di Potenza, intervento di Fim, Fiom e Uilm

18/09/2025 | Sassilive

Presidio davanti allo stabilimento Italtractor di Potenza, intervento di Fim, Fiom e Uilm. Di seguito la nota integrale.

Il 19 settembre alcune associazioni hanno annunciato un presidio davanti ai cancelli dello stabilimento Italtractor di Potenza, accusandolo di essere parte di una filiera bellica.
Queste affermazioni, oltre a non corrispondere alla realtà, rischiano di colpire ingiustamente chi da decenni lavora onestamente in questa fabbrica, creando allarme sociale e confusione in un territorio che già vive una situazione delicata.

È necessario fare chiarezza.
Italtractor (ITM Group) non produce armi. È un’azienda meccanica che da oltre cinquant’anni realizza componenti per sottocarri e macchine movimento terra, utilizzati in settori civili come l’edilizia, le infrastrutture e la cantieristica.

Parlare quindi di “polo di morte” significa diffondere una menzogna, che colpisce un’industria civile e storica del nostro territorio, trasformando il dolore di popoli in guerra in strumento di propaganda contro chi non ha alcuna responsabilità.

Chi conosce la realtà di Potenza sa bene che oggi lo stabilimento Italtractor non è un “gigante della guerra”, ma una fabbrica che vive una crisi pesante e dolorosa.
Si lavorano pochissime ore al mese, le famiglie sono in grande difficoltà economica e la preoccupazione per il futuro cresce di giorno in giorno. Intorno a Italtractor c’è un indotto importante, fatto di piccole imprese, artigiani, servizi, che dipendono da questa filiera. Senza un sostegno deciso, senza investimenti pubblici e privati capaci di rilanciare la produzione, il rischio concreto è quello della desertificazione industriale.
In un contesto tanto fragile, colpire simbolicamente i cancelli della fabbrica non significa difendere la pace, ma piuttosto aggravare la sofferenza di chi, già oggi, lotta per portare a casa uno stipendio.

Noi organizzazione dei Metalmeccanici lo diciamo con chiarezza: comprendiamo il dolore e la rabbia di fronte a ciò che accade a Gaza. Non voltiamo lo sguardo davanti alle immagini di bambini feriti, famiglie spezzate, civili innocenti che pagano il prezzo più alto.
La nostra posizione è netta: siamo contro la guerra, contro ogni violenza e per la pace.
Siamo al fianco dei popoli che soffrono, chiediamo corridoi umanitari, chiediamo più impegno della comunità internazionale per fermare i bombardamenti e sostenere concretamente chi vive sotto le bombe.

Ma c’è una differenza fondamentale tra solidarietà e strumentalizzazione.
Solidarietà significa aiutare davvero: sostenere raccolte fondi umanitarie, promuovere iniziative culturali e civili, scendere in piazza per chiedere alla politica di fare la sua parte.
Strumentalizzazione, invece, è usare quel dolore per colpire lavoratori innocenti, trasformando i cancelli di una fabbrica civile in un bersaglio, come se la sofferenza potesse essere lenita colpendo chi non ha colpe.

Per questo lanciamo un appello chiaro:
•    Rispetto per i lavoratori e le loro famiglie, che non devono diventare il capro espiatorio di battaglie che non appartengono a loro.
•    Verità sulla natura di Italtractor: industria civile e non fornitore di armi.
•    Solidarietà concreta ai popoli che soffrono: raccolte fondi, iniziative civili, mobilitazioni pacifiche e responsabili.
•    Impegno forte di istituzioni e imprese per rilanciare la fabbrica di Potenza, presidio industriale e sociale della Basilicata da oltre mezzo secolo.

Chi vuole davvero la pace non colpisce i lavoratori, ma lavora per unire, per costruire, per difendere insieme il futuro di una comunità.
La pace vera passa dal rispetto del lavoro, dalla dignità delle persone e da scelte responsabili.

 

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Fonte: SassiLive – Read More

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