Cambio d’appalto Smart Paper, sindacati Fim, Fiom, Uilm e Fismic: il lavoro deve restare in Basilicata. Di seguito la nota integrale.
Le Organizzazioni Sindacali Fim, Fiom, Uilm e Fismic insieme alla RSU unitaria di Smartp@per, esprimono forte preoccupazione per le modalità con cui è stato avviato il cambio di appalto delle commesse ENEL, affidato ad Accenture e Datacontact per il tramite di Unindustria Roma.
Ancora una volta registriamo gravi incongruenze sui numeri dei lavoratori coinvolti: se nei tavoli istituzionali era stata rappresentata una platea di circa 383 dipendenti, nelle ultime comunicazioni ufficiali ne compaiono 347. Questa riduzione improvvisa e non spiegata è inaccettabile e mina la trasparenza del confronto.
Ma l’aspetto più grave riguarda la prospettiva sulle sedi di lavoro. Per le scriventi organizzazioni sindacali è assolutamente irrinunciabile che le attività rimangano insediate nei poli industriali della Basilicata, in particolare a Tito Scalo e Sant’Angelo Le Fratte. Ogni ipotesi di delocalizzazione o spostamento fuori dal territorio regionale comprometterebbe non solo i livelli occupazionali, ma anche il radicamento produttivo e sociale di un settore che in questi anni ha dato lavoro e prospettive a centinaia di famiglie lucane. Senza garanzia di continuità sul territorio, il cambio di appalto non potrà mai trovare il nostro assenso e soprattutto realizzarsi.
Parallelamente, abbiamo formalmente chiesto alla Regione Basilicata la riconvocazione urgente del tavolo istituzionale e, nello stesso tempo, abbiamo richiesto un incontro immediato a Smartp@per, per chiarire la propria posizione e fornire certezze anche ai lavoratori che non rientrano nel perimetro del cambio di appalto e che resteranno all’interno dell’azienda. Questi lavoratori hanno diritto a conoscere quali siano le prospettive occupazionali e professionali che li riguardano, evitando ulteriore incertezza.
Ribadiamo inoltre che il contratto di riferimento resta e deve restare il CCNL Metalmeccanici, così come sempre applicato in Smartp@per. Non accetteremo alcun tentativo di cambiamento contrattuale e né tantomeno la riduzione delle tutele economiche e normative conquistate nel tempo a partire dalla deroga al Jobs Act e alla conferma dell’art 18.
Fim, Fiom, Uilm e Fismic dichiarano la loro ferma determinazione a difendere l’occupazione, le condizioni di lavoro e la territorialità della commessa. Se non vi saranno risposte chiare e immediate metteremo in campo ogni iniziativa di mobilitazione a tutela delle lavoratrici e dei lavoratori.
La Basilicata non può essere privata di un pezzo importante della sua occupazione e del suo tessuto industriale
Il lavoro deve rimanere qui, dove è nato e dove deve continuare a crescere.
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