Pinuccio Rinaldi: “I dazi di Trump e il silenzio dell’organizzazione mondiale del commercio (WTO)”

15/07/2025 | Sassilive

Pinuccio Rinaldi: “I dazi di Trump e il silenzio dell’organizzazione mondiale del commercio (WTO)”. Di seguito la nota integrale.

È doveroso premettere che per parlare del merito di ogni cosa è indispensabile avere le competenze giuste, mentre per porsi domande e fare considerazioni è solo necessario avere attenzione ai fatti e rigore logico nel ragionamento.  Questa premessa giusto per dire che la guerra commerciale che si sta profilando fra America ed Europa e che coinvolge tutti, non esclude dalla discussione chi non è competente di economia e geopolitica,

II fatto di cui tanto si discute è la nuova politica commerciale che l’America ha deciso di applicare a tutte le nazioni con le quali intrattiene rapporti mercantili. Questa nuova politica commerciale consiste nell’applicazione di dazi con varie aliquote ai vari prodotti. Naturalmente questi dazi producono grossi sconvolgimenti sia di mercato che di ricadute sociali, ed è questa la ragione per cui in tanti provano a porsi domande e a fare considerazioni

Dopo la seconda guerra mondiale e precisamente nel 1948 venne istituito un accordo fra tutte le Nazioni, il GATT (Accordo Generale sulle Tariffe e sul Commercio), il cui mandato è leggibile nell’acronimo. Questo accordo è stato operativo sino al 1995 quando venne sostituito dal WTO che ancora oggi è operante nelle sue funzioni e prerogative.

Il WTO è l’unica organizzazione internazionale che si occupa delle regole del commercio tra le nazioni, ed è costituito dagli accordi che sono stati negoziati e sottoscritti dalla maggior parte delle nazioni e ratificati dai rispettivi parlamenti.

Hanno aderito al WTO 164 nazioni che rappresentano il 98% del commercio mondiale.

Ora una organizzazione così grande e rappresentativa e che del commercio ha la sua ragione di esistere, perché in questa guerra globale di dazi che sconvolgono i mercati è silente?

Perché forte dei suoi strumenti operativi, che giova ripetere, sono stati condivisi e sottoscritti da tutte le nazioni aderenti, non ha preso sino ad oggi nessuna iniziativa tendente a comporre o evitare la battaglia sui dazi?

Queste sono domande la cui risposta corretta può solo essere data con il suffragio della “competenza” ,“dell’interesse” e del “potere”.

Ma il cittadino di ogni latitudine, che di questa guerra globale dei dazi è chiamato a subirne le conseguenze, realizza anche considerazioni tipo: Se le varie organizzazioni sovranazionali, quali OMS, ONU, FMI, FAO e lo stesso WTO che sono nati per gestire i vari sistemi organizzativi, quando questi sistemi vanno in crisi e non riescono a dare le loro risposte, allora con ogni evidenza diventano inutili.

Di questa inutilità non mancano gli esempi a partire dal WTO che non interviene sulla crisi dei marcati, a l’OMS che nella pandemia ha fatto la stessa cosa, all’ONU che non riesce ad evitare nessuna guerra, all’FMI che non è riuscita ad evitare la crisi monetaria della Grecia e così continuando.

Insomma siamo in un disordine mondiale che impone a tutte le coscienze di rivedere e ripristinare i giusti equilibri nelle attività materiali ed immateriali dell’essere umano.

 

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