Vertenza Pmc, Uilm e Fismic: basta polemiche, servono risposte. Di seguito la nota integrale.
Con grande dispiacere, ma soprattutto con grande senso di responsabilità, sentiamo il dovere di intervenire ancora una volta su quanto sta accadendo alla PMC, una delle aziende dell’indotto Stellantis più a rischio nell’immediato.
È da anni che denunciamo il rischio di lasciare indietro i lavoratori più fragili, a partire da quelli della logistica ormai quasi completamente azzerata, così come alcune aziende dell’indotto di primo livello, tra le quali appunto la PMC. Tutti conoscono la condizione in cui questa azienda ha operato negli ultimi anni – non serve che lo diciamo noi, è sotto gli occhi di tutti.
A partire da aprile, dopo le richieste di aiuto da parte di chi oggi scappa, ci siamo messi a disposizione per trovare soluzioni condivise. È nato così un accordo quadro costruito con grande fatica che prevedeva:
• Un piano di uscite incentivate per 50 unità su base volontaria già completate, ma non ancora sufficienti a garantire nel futuro prossimo, ammortizzatori idonei e non invasivi per una fase di transizione medio lunga che l’azienda purtroppo dovrà attraversare per provare a resistere, non avendo nessuna commessa sui nuovi modelli;
• Il tentativo di garantire la saturazione dell’impianto, agganciandoci alle prospettive del nuovo Piano Italia che potrebbe rimettere di nuovo in gioco l’azienda;
• Il coinvolgimento della Regione Basilicata richiesto a più riprese da noi durante il tavolo del 8 luglio, per attivare tutti gli strumenti possibili a ulteriore sostegno dell’occupazione;
• L’utilizzo degli ammortizzatori sociali più estesi e duraturi previsti dalle norme vigenti, (area di crisi complessa) per accompagnare il percorso senza lasciare nessuno indietro.
Purtroppo, in queste ultimi giorni, qualcuno ha deciso di agire in solitaria, rompendo un equilibrio costruito a fatica e rinnegando gli accordi che abbiamo firmato, dicendo il contrario di quanto condiviso e sottoscritto sui tavoli ufficiali. Lo diciamo con rispetto, ma anche con chiarezza: non si può continuare a cambiare linea a seconda delle convenienze. I lavoratori non sono “proprietà” di nessuno e meritano rispetto, coerenza e verità.
UILM, FISMIC e FIM insieme avevano sottoscritto un verbale congiunto nel quale si chiedeva l’apertura urgente di un tavolo in Regione, l’attivazione degli ammortizzatori sociali e un ulteriore piano di incentivazione all’esodo, sempre su base volontaria.
Chiedendo continuità lavorativa, tutele vere e responsabilità sociale da parte di Stellantis e di tutti gli attori coinvolti.
Basta polemiche. Non servono ora influencer o protagonismi. Serve serietà, concretezza e coerenza.
Rispettiamo profondamente i lavoratori che, con sacrificio, stanno rinunciando a parte del loro salario partecipando allo sciopero. Ma lo stesso rispetto riconosciamo anche a quei lavoratori che, coerentemente con gli accordi sottoscritti e con le azioni condivise nei tavoli ufficiali, hanno scelto di non partecipare ad un’azione isolata, proprio per non rompere un percorso faticosamente costruito insieme che non è chiaro dove possa portare, a differenza di quanto previsto negli accordi.
Noi ci siamo sempre stati e continueremo ad esserci, al fianco dei lavoratori e delle lavoratrici, senza slogan, ma con impegno quotidiano. Crediamo davvero nel valore del lavoro e nella dignità di chi lavora.
Non vogliamo salvare un’immagine. Vogliamo salvare posti di lavoro, come da tre anni stiamo facendo in tutta l’area industriale di Melfi.
In attesa di un nuovo incontro alla Regione Basilicata, ribadiamo la nostra disponibilità a un percorso condiviso, come chiesto da tanti e poi, purtroppo, abbandonato da qualcuno.
Perché il futuro non si costruisce con le chiacchiere, ma con il coraggio delle scelte.
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Fonte: SassiLive – Read More

