Istituzione osservatorio regionale sulla desertificazione bancaria, intervento Consigliere regionale Bochicchio

10/07/2025 | Sassilive

Istituzione osservatorio regionale sulla desertificazione bancaria, intervento Consigliere regionale Bochicchio (AVS-PSI-LBP). Di seguito la nota integrale.

In III Commissione Consiliare è stato approvato all’unanimità il progetto di legge sull’istituzione dell’osservatorio regionale sulla desertificazione bancaria di iniziativa del collega Lacorazza. L’iter della proposta prevede un passaggio in I commissione e poi la successiva discussione in Consiglio, ma, al netto del percorso della PdL che, ovviamente, ha visto la convergenza di opposizione e maggioranza, è necessario tenere acceso un faro su un problema che attanaglia il nostro territorio. Quello che il Ministro Foti considera “il declino irreversibile delle aree interne” passa inevitabilmente anche dalla chiusura degli sportelli bancari. Leggendo i dati dell’osservatorio sulla desertificazione bancaria della FIRST CISL risalta subito all’occhio che sono oltre 80.000 i lucani che vivono in un comune senza una banca (di questi quasi 4.000 solo nell’ultimo anno). Ma, dato ancora più preoccupante è il numero di imprese lucane che hanno sede legale in un comune senza uno sportello bancario: 4.600. Sempre secondo la FIRTS CISL il 49% dei comuni lucani non hanno sportelli bancari ed il 30% ne ha solo uno.

Conseguenza inevitabile della totale assenza di servizi bancari, di prossimità, complice anche l’assenza di altri servizi, è la decisione di molti cittadini, soprattutto giovani ed imprenditori, di trasferirsi nei centri urbani più grandi. Un esodo forzato che contribuisce alla crisi demografica di molte aree rurali. Ma questo fenomeno diventa, di fatto, anche un acceleratore dell’esclusione sociale, in particolare per le fasce più mature della popolazione, penalizzate dal minor livello di competenze digitali. L’assenza di sportelli bancari, inoltre, riducendo la circolazione del credito riduce la possibilità dei piccoli imprenditori di accedere a finanziamenti.

Tra le cause di questo fenomeno che coinvolge il settore bancario italiano c’è il particolare fermento e la trasformazione dovuti ad acquisizioni e vendite di quote di mercato, ma soprattutto la digitalizzazione, che permette di abbassare i costi di strutture e personale e spinge gli istituti di credito a chiudere le filiali non più “redditizie”.

Queste scelte dettate, ovviamente, da logiche di mercato che preferiscono l’utile alla sostenibilità sociale non possono essere contrastate dalla politica, ma la politica può provare a proporre misure di incentivazione per mantenere aperti sportelli in aree disagiate e far sì che alle banche venga riconosciuto il ruolo di attore di sviluppo territoriale affinché l’accesso al credito possa continuare ad alimentare lo sviluppo di territori altrimenti destinati all’abbandono. Spero, dunque, che l’approvazione della PdL sull’osservatorio della desertificazione bancaria possa rappresentare un punto di partenza per una discussione più ampia che coinvolga direttamente gli istituti di credito, presenti sul territorio, affinché, come affermato dal collega Lacorazza, “vengano coinvolti dalla Regione per una convenzione finalizzata a dare supporto alle imprese sulla falsariga di quanto fatto con Cassa Depositi e Prestiti” lo scorso 26 giugno.

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Fonte: SassiLive – Read More

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