Longobardi (Uil Fpl): prima i bisogni degli utenti e la valorizzazione del personale e poi come reperire le risorse necessarie. Di seguito la nota integrale.
“Il diritto alla salute e il diritto al salario dignitoso per quanti si occupano della salute dei cittadini non possono dipendere dal bilancio e dalle risorse destinate che risultano sempre più esigue ed inadeguate. Questa tesi della Uil Fpl trova autorevoli conferme e condivisioni prima nel giudizio di parificazione del bilancio 2024 del SSN da parte della Corte dei Conti e poi nel rapporto Crea che fotografa lo stato di insoddisfazione dei cittadini, specie al Sud, per i servizi sanitari”. Ad evidenziarlo Rita Longobardi, Segretaria generale della UIL FPL, che ha partecipato oggi a Potenza al Consiglio Regionale della Uil Fpl Basilicata. “Ad una politica così miope noi chiediamo di invertire l’ordine di misure e provvedimenti: prima i bisogni degli utenti e la valorizzazione del personale che continua a svolgere compiti e funzioni importantissimi in condizioni insostenibili, senza valorizzazione né reali prospettive di crescita professionale e poi come reperire le risorse necessarie. Per questa ragione – aggiunge Longobardi – la nostra mancata firma al CCNL della Sanità pubblica 2022-2024 non è solo una battaglia sindacale: è una battaglia di rispetto della Costituzione. Se lo Stato non riconosce il valore di chi assicura questo diritto fondamentale e non lo remunera adeguatamente, non sta semplicemente risparmiando: sta violando un principio cardine della nostra democrazia. Una situazione analoga rileviamo nella trattativa per il rinnovo del Ccnl Funzioni locali 2022-24. Aran, come abbiamo rilevato insieme alla Cgil, ha presentato una proposta che si muove nell’ambito delle risorse già stanziate, e che non risolve il problema salariale: uno spostamento delle risorse dall’indennità di comparto allo stipendio tabellare e una riduzione corrispondente del fondo delle risorse decentrate oltre a qualche euro inizialmente destinato alla contrattazione decentrata. L’operazione sarebbe valsa da un massimo di 17 euro lordi per i funzionari a 11 euro lordi per gli operatori sul salario tabellare già percepito in altra forma e che rischia di avere un saldo negativo dovendo compensare i maggiori oneri riflessi. Per noi la proposta è totalmente insufficiente. In questo modo continueremo ad alimentare il lavoro povero come quello di tanti impiegati che dal Sud arrivano al Nord e non ce la fanno a pagare fitti sino a 600 euro al mese. Occorrono fondi certi aggiuntivi per u
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