Recuperare la memoria di un uomo che costituisce una delle figure più eminenti della nostra storia: Ninì Ranaldi.
Archeologo, pittore, uomo di cultura, nato a Potenza, non valorizzato come avrebbe meritato, Ranaldi come Comune ci vedrà impegnati nell’organizzazione e realizzazione di alcuni momenti che, a cominciare da quest’anno e, soprattutto nel 2026, per consentirci di riappropriarci di una figura che ha dato tanto alla nostra città, al nostro territorio, all’intera regione, alla cultura in generale.
‘Uno sguardo presente la vita, gli studi e le passioni dell’artista e archeologo Francesco Ranaldi (Potenza 1924 – 1988)’, in programma sabato 12 luglio 2025, alle ore 19, in Vicolo degli Insorti, angolo incantevole del centro storico, nel quale Francesco Antonio Ranaldi, Ninì per gli amici, ebbe i suoi natali, sarà un primo momento di riflessione su colui che diresse il Museo Archeologico Provinciale di Potenza, per oltre un trentennio, dal 1954 al 1988.
Uomo di fede, e legato alla fede che in alcune immagini si vede quasi accarezzare, a testimonianza del grande amore che lo ha sempre legato a sua moglie e alla sua famiglia, Ninì, che ho avuto la fortuna e l’onore di conoscere personalmente, ha vissuto un’esistenza che apparirebbe riduttivo restringere a questo o quel singolo aspetto.
Formatosi all’Accademia delle Belle Arti di Napoli, a Potenza visse un’amicizia profonda con Vito Riviello, col quale dette vita a un vero e proprio sodalizio culturale, del quale furono attori protagonisti, insieme a Ranaldi e Riviello, Maria Padula, Tommaso Pedio, Giulio Stolfi, Felice Scardaccione, in quel vero e proprio crogiolo di idee che divenne la libreria Marchesiello.
Alla sua amicizia con Antonello Leone e al loro duraturo e proficuo rapporto che va ascritta la creazione dell’Istituo d’Arte, oggi Liceo Artistico.
Grazie alle sue frequentazioni col direttore del Museo Archeologico Provinciale Concetto Valente, Ranaldi portò a sintesi le prime tecniche compositive, oltre alla cultura del passato e della ricerca archeologica, e fu lo stesso Valente a fare il nome di Ranaldi come suo successore alla direzione museale all’allora presidente dell’Amministrazione Provinciale Vincenzo Verrastro.
Personaggio eclettico, artista poliedrico, ci consegna una eredità intellettuale attraverso la quale ha condotto la propria esistenza in un continuum di esperienze lavorative, espressive, di ricerca, di manifestazione di talenti che, nelle diverse sfaccettature della realtà nella quale era chiamato a operare, trovano la sua più completa manifestazione.
Cruciale il suo ruolo culturale e artistico a e per Potenza: fondatore del Cospim, il Collettivo Scultori, Pittori, Incisori e Musicisti, Ranaldi vide nel gruppo una fucina mecenatesca, grazie alla quale far respirare arte in città, dando alla capoluogo un respiro in grado di proiettarlo oltre confine, oltre i confini dello spazio e del tempo.
Utopico forse, innovatore senz’altro, padre di quella che alcuni definirono ‘urgenza creativa’, la manifestava con dipinti, poesie, ma anche con le nuove concezioni di museo, che ai suoi occhi doveva essere luogo di formazione e di arte, una esperienza complessa e complessiva.
Docente, capace di approfondire lo studio dei tessuti e delle stoffe domestiche lucane, attraverso l’insegnamento favoriva la creazione di disegni che venivano creati sui panni dai suoi alunni.
Da Monte Torretta di Pietragalla, al Tuppo dei Sassi o ‘riparo Ranaldi’ a Filiano, al la Valle cimiteriale di Atella, da Vaglio a Garaguso, Muro Lucano, Latronico, ebbe il merito di recuperare progetti e siti che lasciavano emergere dal Paleolitico alle pitture rupestri le emozioni di una Basilicata incantata e incantevole.
Da sottolineare come fu lui a segnalare alla Soprintendenza, nell’autunno del 1973, della presenza dei resti di una importante Villa Romana nella località Malvaccaro consentendo, tra le altre cose di salvare i mosaici e ciò che rimaneva del triclinium.
Molto è stato scritto di Ranaldi, molto ha scritto lui, molto c’è ancora da scrivere di lui, e per questo che è nostra intenzione realizzare la costituzione di un Comitato che includa lo Stato, gli Enti pubblici, e non solo essi, che possa studiarne, comprenderne e diffonderne il messaggio culturale del quale è stato, è tutt’oggi e probabilmente sarà per sempre portatore, col suo sguardo sulle cose, che mi auguro e auguro a tutti, possa diventare consapevolmente quello di ciascuno di noi.
l’assessore alla Cultura
del Comune di Potenza
Roberto Falotico
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