Smottamento sulla strada statale 7, Merra: dalla stagione delle visioni al muro della realtà

15/06/2025 | Sassilive

Smottamento sulla strada statale 7, Merra: dalla stagione delle visioni al muro della realtà. Di seguito la nota integrale.

Lo smottamento verificatosi lungo la SS7, all’altezza dello svincolo di Matera Sud, riporta con forza al centro dell’attenzione le proposte concrete e le interlocuzioni con il MIT che già nel 2023 avevamo sollecitato. In quella sede, presentammo al Ministero delle Infrastrutture una programmazione complessiva da circa 4 miliardi di euro, finalizzata a interventi sulle principali arterie regionali, con particolare attenzione alle grandi dorsali e trasversali strategiche.

Con immediato particolare riscontro, a valere sulla anticipazione del fondo FSC dalla fine del 2022 e finanziato nell’estate del 2023 abbiamo proposto ed ottenuto il finanziamento di 3 grandi arterie, 2 delle quali svanite nel nulla:

– Primo lotto della SS7, in particolare il raddoppio del tratto critico tra Matera sud e lo svincolo della SP3 cosiddetta “via del mare” quantificato in 150 milioni di euro

– L’ampliamento della SS93 Lavello- Canosa per 30 milioni di euro

– Il completamento della SP Oraziana per 45 milioni di euro, quest’ultima ormai in fase di cantierizzazione.

In quell’accordo confluirono anche ben 16 milioni per la messa in sicurezza della viabilità provinciale, molti interventi dei quali sono già in corso da tempo.

Oggi, alla luce degli ultimi eventi, è necessario agire con la massima urgenza, dando seguito agli impegni assunti. In particolare, si chiede al Ministero di procedere con un primo stralcio da 150 milioni di euro per il raddoppio della SS7: un progetto condiviso con i sindaci del territorio e già approvato dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici.

È fondamentale che si metta in campo, senza ulteriori indugi, ogni azione utile per realizzare un obiettivo non più rimandabile, anche alla luce delle gravi e ormai quotidiane criticità che tutti possiamo constatare. La SS7 è infatti l’arteria più trafficata della Basilicata, asse di collegamento tra la costa ionica e quella adriatica, con una media di 13 mila transiti giornalieri certificati e in costante aumento. Tutto ciò impone di attribuire all’intervento la massima priorità.

La Regione deve far sentire la propria voce. Questo intervento, colpevolmente rinviato per anni, rappresenta una risposta necessaria per migliorare la viabilità e la percorribilità della tratta, soprattutto in considerazione del crescente dissesto idrogeologico che interessa diverse aree contigue alla sede stradale e che richiede azioni tempestive.

Siano dunque le urgenze reali e le priorità infrastrutturali a guidare le scelte d’investimento, e non le logiche partitiche o gli interessi di appartenenza territoriale. Un identitarismo strapaesano, oggi sempre più evidente, non fa che aggravare i problemi invece di risolverli. La Basilicata è una sola, e le risorse disponibili, che oggi sono più consistenti rispetto al passato, devono essere indirizzate dove servono davvero, con razionalità e senso di responsabilità.

L’accordo sul fondo FSC chiuso col governo nazionale per oltre 900 milioni di euro alla fine del 2023 offre opportunità che difficilmente si ripeteranno nel prossimo futuro.

Ricordo ancora che anche sulla viabilità delle province, con un fabbisogno per la messa in sicurezza stimato all’epoca in oltre 100 milioni, si può e si deve fare il massimo e subito. Molte arterie già inserite all’epoca nella programmazione regionale delle risorse che essa stessa trasferiva straordinariamente alle province devono trovare risposte immediate in quanto già programmate.

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Fonte: SassiLive – Read More

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