Gianluca Rosano, docente e iscritto lucano del PD, in una nota esprime alcune riflessioni sullo stato in cui versa il Partito democratico in Basilicata e invita tutti a riprendere il dialogo per invertire il trend negativo degli ultimi anni.
Le sconfitte elettorali non fanno piacere a nessuno, ma sono indolore rispetto ai danni procurati dalle destre, in Basilicata poi! Di chi la colpa? Ho sempre pensato che i meriti di uno finiscano dove iniziano i demeriti di un altro. E allora, che fare? Riprendo un vecchio slogan del mio partito, il PD, con cui si tentava di invertire la rotta, cercando di superare i dualismi e i personalismi, dando spazio ai territori, e, io oggi aggiungo, ridando enfasi alle sezioni, agli iscritti, al dialogo, i costituenti volevano superare gli ostacoli e dare al PD nuovi contenuti, quelli di un partito del Ventunesimo secolo. Credo sia arrivato il momento di fermarci e ripensare a quando siamo partiti, ormai diciassette anni fa, e ai tanti successi raggiunti insieme. Noi non siamo un partito del capo che detta legge e gli altri eseguono, questo lo lasciamo ad altri! Noi siamo altro e la gente a noi chiede un’alternativa, una nuova speranza per le nuove generazioni, la possibilità di cambiare quello che non va, e non è poco! Oggi in Basilicata abbiamo una situazione partitica che è a dir poco indecente e i territori ne subiscono le conseguenze: a breve ci potrebbe essere il commissariamento di diversi circoli, anche importanti (vedi Matera), Potenza, qualche circolo provinciale e il Regionale. Ricordo a tutti che in un passato, neanche molto lontano, il PD era maggioranza in tutta la regione (Comuni, province, Regione). A chi dare la colpa, o attribuire responsabilità, per questa situazione? Se la politica è l’arte del possibile noi dobbiamo sforzarci di essere altro, con nuove idee e proposte alternative. Alternativa che diventa sempre più necessaria alla luce di scelte della maggioranza in Regione che definire capestro è poco: la sanità allo sbando con un Assessore che fa solo sfoggio sui social di quello che è; la viabilità che peggiora a vista d’occhio: treni inesistenti, strade fatiscenti; agricoltura allo sbando con tutto il comparto lasciato solo e a risolvere problemi che non possono essere procrastinati. L’acqua ricopre un ruolo a parte e non solo in agricoltura: nel metapontino, per chi non lo sapesse, non c’è acqua per irrigare i campi perché l’invaso di Monte Cotugno, il più grande d’Europa in terra battuta con circa 400 milioni di m3, non può essere utilizzato a pieno regime per problemi strutturali, siamo solo all’inizio della stagione estiva! Cosa dire dei problemi di approvvigionamento idrico per la città di Potenza di novembre e dicembre, periodo in cui la Città capoluogo di Regione e altri 32 Comuni serviti dalla diga della Camastra sono rimasti senz’acqua per problemi di cattiva gestione, sempre da parte della Giunta regionale, che, voglio ricordarlo a tutti, ha lo stesso colore da ormai sei anni? Su Stellantis e sull’indotto dell’automotive nessuna novità. E che dire del petrolio? Siamo un territorio unico e ricco di tutto ciò che serve a ognuno di noi per una vita agiata, potremmo essere un’attrattiva per importanti investimenti nazionali e internazionali e agire da volano anche per i territori limitrofi. Niente di tutto questo si scorge all’orizzonte. Per tutti i suddetti motivi io non posso accettare che per problemi interni al PD, o al campo largo, per screzi personali, sempre nel PD, per voglia di emergere o per vendette personali, sempre nel PD, il mio partito, venga negato il futuro a me, ai miei figli e alla mia terra tutta. Ricordo che dopo la grande sconfitta del 2019, con un partito azzerato e con molti cambi di casacca, solo un giovane e autonomo segretario come Raffaele La Regina ha avuto il coraggio e la forza di tornare a parlare di Basilicata alla Basilicata ed è stato prontamente sacrificato sull’altare degli egoismi più beceri con metodi violenti, schema che si ripete e continua, purtroppo, a segnare le sorti del PD, il partito di tutti! Invoco a gran voce di ritrovare tutti il coraggio e la voglia di fare quello che ci contraddistingue, ricominciare a parlare, a tutti. Insieme possiamo farcela. Cambiare si può, Cambiare si deve!
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