Potenza: Giornata della Memoria

24/01/2019 | Comunicati stampa, POLITICA

Franceschin: “Molte famiglie di ebrei percorrevano un sentiero che rappresentò per loro il cammino verso la salvezza. Noi Domenica, 27 Gennaio, lo ripercorreremo tutto.    

Gli Ebrei arrivavano a Viggiù, provincia di Varese per poi raggiungere la Svizzera attraverso cunicoli di bunker e trincee della Prima Guerra Mondiale. Gli ebrei furono salvati grazie all’operazione segreta OSCAR, ad opera del Cardinale di MilanoSchuster. Saremo nei luoghi della missione segreta, accompagnati dai loro scritti. Tutto il cammino narrato”.   

 Escursione aperta a tutti i cittadini ed a tutta la stampa. Domenica 27 Gennaio – Ore 9 e 30 – partenza da Viggiù ( Varese)                      

“C’è una vera strada della memoria, in Italia, fu percorsa da molte famiglie ebree per andare in Svizzera. Questa strada la ripercorreremo noi Domenica, in occasione della Giornata della Memoria e lungo tale cammino ascolteremo passi narrati e vedremo quanto è rimasto in ricordo di ciò che accadde. Dal 1943 al 1945 molti ebrei riuscirono a scappare in Svizzera percorrendo alcuni sentieri. Si tratta di una vera “strada della memoria”, e la faremo praticamente tutta per non dimenticare. Entreremo in un labirinto di cunicoli e bunker, trincee della Prima Guerra Mondiale costruite a difesa della frontiera italo-svizzera che poi  vennero ampiamente utilizzate anche dai profughi italiani. E proprio sul confine tra Italia e Svizzera cammineremo, in un ambiente ricco di vegetazione e storia. Saremo nell’antico presidio della Milizia Nazi – fascista di confino. Il viaggio dei profughi in fuga dalla furia nazifascista iniziava a Milano, quando gli organizzatori riuscivano a dar loro documenti falsi per passare il confine svizzero nella zona della Valceresio. Noi ripercorreremo tutto”. Lo ha annunciato Antea Franceschin, Guida Ambientale Escursionistica AIGAE che coordinerà l’escursione in programma in occasione della Giornata della Memoria, Domenica 27 Gennaio. La partenza è fissata per le ore 9 e 30 esattamente da Viggiù, in provincia di Varese.  

“Partiremo esattamente dal paesino dove le famiglie ebree venivano condotte – ha continuato Franceschin –  per poi iniziare il cammino verso la salvezza, verso la Svizzera”. 

La missione che in segreto salvò tanti ebrei.

Una missione segreta denominata Oscar e messa in campo in silenzio dal Cardinale di Milano, Shuster e dagli Scout, salvò tante vite umane. Saremo in quei luoghi, ascolteremo quei personaggi, leggeremo i loro scritti.

“La giornata è dedicata al cammino e alla scoperta di questa missione segreta denominata in acronimo Oscar un’operazione soccorso che salvò tanti ebrei. Lungo il cammino che si snoderà all’interno delle Trincee della linea Cadorna racconterò delle figure protagoniste di questo periodo tra cui scout e il cardinale Schuster – ha proseguito Antea Franceschin –  e altri personaggi di Milano. Di base è comunque un cammino ma narrato. L’ operazione O. S. C. A. R.  era un’ operazione segreta che permise a migliaia di persone di salvarsi in Svizzera durante il periodo di occupazione nazista in Italia dal 43 al 45.

Nata dall’ entusiasmo e dalla voglia di rivalsa di alcuni ragazzi di Milano, tutti Scout, venne supportata segretamente dal Cardinal Shuster di Milano e anche Andrea Ghetti, importante figura della resistenza Italiana,  svolse un ruolo attivo. Racconteremo delle Aquile Randagie, di Giussani, della Resistenza operata su queste montagne dal 1943 al 1945.

Il viaggio dei profughi in fuga dalla furia nazifascista iniziava a Milano, quando gli organizzatori riuscivano a dar loro documenti falsi per passare il confine svizzero nella zona della Valceresio.

Venivano quindi portati nei paesi di Besano, Clivio e Viggiu, dove partigiani e Scout li aiutavano a percorrere i boschi della zona per passare infine in Svizzera.

Per questo sentiero  non passarono solo ebrei ma anche famiglie e fuggiaschi di vario tipo, tra cui militari e renitenti alla leva.

Trincee linea Cadorna, rifugio che un tempo era presidio militare nazifascista ora rifugio di montagna. Saremo ad un certo punto tra le Alpi italiane e le Alpi Svizzere con la vista che spazierà sul Lago di Lugano”.  

 

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