BASILICATA, DOCG DELL?AGLIANICO

07/09/2007 | POLITICA, Province

Il consigliere provinciale Nicola Acucella (Ds), in una interrogazione al presidente Ignazio Petrone, ha chiesto di conoscere quali iniziative intende mettere in campo il governo provinciale per accelerare i processi burocratici tesi al passaggio dell’Aglianico da Doc a Docg, le proposte da presentare alla Regione Basilicata per una rivisitazione delle quote di produzione di questo vino e lo stato dell’arte del lavoro prodotto dalla commissione e dal gruppo costituito ad hoc presso la Camera di Commercio di Potenza.  “L’inarrestabile fortuna di questo pregiato vitigno nel mondo – afferma Acucella – impone una maggiore attenzione da parte delle istituzioni e un rinnovato entusiasmo per accompagnare e accelerare i processi di cambiamento richiesti dal mercato globale sempre più attento ai prodotti di nicchia e di qualità. In quarant’anni abbiamo ribaltato la nostra visione enologica a partire dai pionieri del vino che hanno creduto in questo prodotto principe del Monte Vulture e delle sue terre vulcaniche”. Secondo il consigliere, “oggi c’è grande fermento su questa antichissima uva a bacca rossa, anzi tutti tentano di far apparire autoctono anche ciò che non lo è. Prima si faceva il contrario: per vendere l’Aglianico – continua Acucella – bisognava farlo passare per Sangiovese. Come Riccardo, il protagonista del libro di Gaetano Cappelli, tutti ormai sono a conoscenza che l’Aglianico è diventato un prodotto immagine delle terre lucane. Tutti sappiamo che Annibale, dopo la battaglia di Canne, curò le ferite dei suoi soldati con il buon vino rosso delle terre del Vulture. Che Ferdinando di Borbone ne bevve dodici bottiglie nell’ultima cena prima di abbandonare il suo regno. Infine, che dal Piemonte, nelle annate cattive, arrivavano nel Vulture i camion per caricare le uve che avrebbero dato sostegno al loro fiacco raccolto. Ecco perché l’Aglianico, oggi finalmente, è considerato il Barolo del Sud”. “Le strade del vino, che percorrono i territori di produzione a partire dai paesi ai piedi del Monte Vulture – conclude Acucella – attraversano i siti particolari e caratteristici del Parco urbano delle cantine di Rapolla e Barile. La presenza delle sue grotte scavate nel tufo arricchiscono e completano la poesia del paesaggio, l’entusiasmo e la passione storica degli operatori agricoli”.

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