POTENZA,LACORAZZA SU GREEN ECONOMY

07/10/2011 | POLITICA, Province

Lacorazza, Upi “Liberare una quota di patto per investimenti nella Green Economy”.“Gli investimenti nella green economy sono moltiplicatori di opportunità: aprono alle imprese nuovi spazi di sviluppo, impongono agli Stati di promuovere la ricerca e hanno ricadute decisive sul miglioramento della qualità della vita dei cittadini e delle comunità.

L’Italia deve trovare strumenti che consentano di avere sempre più risorse a disposizione per fare crescere l’economia verde: una soluzione percorribile è liberare una quota di almeno il 10% del patto di stabilità interno da destinare a questo scopo”. Lo ha detto il responsabile Ambiente dell’Upi e presidente della Provincia di Potenza, Piero Lacorazza, intervenendo oggi al Campus Energia promosso dall’Enea sull’Efficienza Energetica negli edifici.

“Dobbiamo utilizzare tutte le opportunità che abbiamo: il Poin Energia che l’Unione Europea destina alle aree del Mezzogiorno e il Fondo Europeo per l’efficienza energetica sono indirizzati proprio a investimenti in edilizia, trasporti e innovazione d’impresa. Il Fondo, in particolare, mette a diposizione 265 milioni di euro per progetti cofinanziati tra imprese e istituzioni locali. Ma se non si escludono dal patto di stabilità le quote di cofinanziamento, ci troveremo nell’assurdo di non potere partecipare ai bandi, con un inaccettabile spreco di risorse. Dentro la crisi – ha aggiunto Lacorazza – è necessario far ripartire investimenti guardando a tutti gli snodi della filiera: per le Province è necessaria la pianificazione e la promozione degli investimenti liberando quote di patto; per le imprese è indispensabile sostenere innovazioni di processo e di prodotto nel campo della economia verde. Ma bisogna incentivare i consumatori a rinnovare: per questo chiediamo che, nel prossimo Decreto per lo Sviluppo, siano previsti sgravi fiscali del 55% per le ristrutturazioni per efficienza energetica”.

“Le Province – ha concluso – hanno un ruolo centrale in questa strategia, perché possono intervenire sui 5000 edifici scolatici e sui 130 mila kilometri di strade che gestiscono, e aprire ad un vero Piano strutturale di modernizzazione che attivi investimenti e riduca le emissioni di C02. Ma possono giocare una parte decisiva anche nel contrasto alla riduzione delle emissioni di CO2, con i Piani provinciali di Coordinamento territoriale e con lo strumento del Patto dei Sindaci, per il quale circa la metà delle Province sono state riconosciute strutture di supporto e coordinamento”.

 

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