POTENZA, FINE MANDATO ALTOBELLO

11/05/2009 | POLITICA, Province

Il Presidente della Provincia di Potenza Sabino Altobello ha incontrato i giornalisti, questa mattina nella sala “Venturino Picardi” di piazza Mario Pagano a Potenza, per tracciare un bilancio dei cinque anni trascorsi alla guida dell’Ente.

“Abbiamo lasciato – ha affermato Altobello – un ente con i conti in ordine e capace di ascoltare le esigenze dei cento comuni”.
La Provincia di Potenza, con il suo contributo concreto alla crescita e allo sviluppo del territorio, ha dimostrato l’utilità dei poteri locali intermedi, in grado di favorire la cooperazione e l’associazionismo tra i comuni e di incidere seriamente, grazie anche all’utilizzo puntuale ed efficace delle risorse del ciclo di programmazione comunitario e regionale, in materia di viabilità, trasporti, edilizia scolastica, formazione, politiche del lavoro, ambiente e welfare.
Ne sono un esempio i 56 milioni di euro di fondi propri investiti in edilizia scolastica, a fronte di trasferimenti statali pari a 32 milioni di euro in sei anni.
Tra i risultati raggiunti quello di aver superato il nanismo istituzionale, per ritagliare all’amministrazione provinciale un protagonismo segnato da esperienze innovative, tra cui il riconoscimento dell’autonomia funzionale del Consiglio e l’istituzione della Conferenza provinciale delle autonomie, luogo di incontro fortemente democratico, nel quale la Provincia assolve al suo compito di facilitatore e coordinatore dei territori.
L’Ente ha inoltre avviato un ripensamento dei servizi pubblici locali su vari fronti. Nell’ambito dell’istruzione, ad esempio, la “cittadella del sapere” (in corso di realizzazione a Melfi e a Senise) rappresenta un modello innovativo che punta all’istituzione di poli scolastici d’eccellenza situati in aree baricentriche, in modo tale da servire più comunità.
Il Presidente della Provincia si è infine soffermato su due progetti importanti – il programma da un milione e mezzo di euro a sostegno dell’impiantistica sportiva e l’iniziativa “Credito Etico” e “Credito Etico Casa”, un nuovo modello di protezione sociale rivolto al mondo del lavoro in crisi – attorno ai quali si sono create significative convergenze politiche.
 

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