BASILICATA, SVILUPPO RURALE

13/11/2007 | Cronaca sindacale, NEWS CRONACA

il sindacato vuole esserci La Fai Cisl lucana lavora per un protocollo d'intesa con il governo regionale sul Psr 2007-2013. Lapadula: “Sui grandi progetti è fondamentale dare voce al mondo del lavoro” Potenza, 13 novembre 2007 – Piena cittadinanza del sindacato al tavolo di concertazione sul piano di sviluppo rurale. A chiederlo è il segretario generale della Fai Cisl Basilicata, Antonio Lapadula, che torna a sostenere con forza il coinvolgimento delle parti sociali nella fase di avvio del nuovo ciclo di programmazione 2007-2013 in agricoltura.  “Siamo alla vigilia di profonde trasformazioni nel modo di concepire il settore primario – osserva Lapadula – e questo impone una riflessione ponderata sulle ricadute che i nuovi indirizzi comunitari potranno avere sul nostro sistema agricolo. Il nuovo documento di programmazione – prosegue il leader della Fai Cisl lucana – necessita di essere governato con saggezza e lungimiranza, tenendo nel debito conto le esigenze del mondo del lavoro agricolo. Per questo rivendichiamo il diritto a partecipare al comitato di sorveglianza del Psr e ci facciamo promotori di un protocollo d'intesa che mira a rafforzare l'aspetto occupazionale del piano di sviluppo rurale”. Lapadula sostiene l'opportunità di “attivare un tavolo di consultazione come canale permanente di comunicazione tra Regione e organizzazioni sindacali” e propone di “sottoporre al tavolo di consultazione le linee guida dei bandi, tenendo in debita considerazione il parere del sindacato per quanto riguarda i progetti più rilevanti sotto il profilo occupazionale”. Il massimo dirigente della Fai Cisl invita il governo regionale a “lavorare fianco a fianco con il sindacato per costruire un'agricoltura moderna che sa stare sul mercato senza perdere le sue tipicità. Noi lavoriamo per un'agricoltura che sceglie la via della modernizzazione produttiva, che guarda al mercato come ad una opportunità, che punta sulla qualità delle produzioni, sulla certificazione ed integrazione di filiera, sulla tipicità, che rispetta l'ambiente e il consumatore, che contribuisce alla grande partita energetica. L'agricoltura che vogliamo è quella che valorizza il lavoro agricolo e che non ha paura né dei diritti, né della insostituibile funzione di rappresentanza del sindacato”. “La nuova stagione della programmazione comunitaria – conclude Lapadula – è il terreno ideale per esercitare un nuovo modello di governo fondato sulla partecipazione e sulla reciproca assunzione di responsabilità nel guidare le grandi trasformazioni che attraversano il settore primario lucano”.

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