Per affrontare il problema della violenza contro il personale scolastico, bisogna “ripristinare la cultura del rispetto, che significa anche riconoscere e far capire gli errori agli studenti o anche al personale, all’interno del proprio ambiente, dove questi errori vengono commessi”. A sostenerlo è una nota della Uil Scuola Rua Basilicata a firma del segretario regionale Luigi Veltri che ieri ha partecipato all’incontro “Che genere di lavoro?” che si è svolto nell’aula magna del Liceo Scientifico Galileo Galilei di Potenza. L’incontro rientra nel  progetto – “Essere insicuri” – inserito nel P.C.T.O. (ex progetto scuola-alternanza lavoro) del Galileo Galilei del capoluogo, promosso da Uil e Uil Pari Opportunità condiviso con la dirigente scolastica Lucia Girolamo.  “L’ iniziativa con la partecipazione della segretaria confederale nazionale Ivana Veronese – sottolinea Veltri – è stata particolarmente utile in questa fase segnata da troppi casi di aggressioni a docenti, tra ragazzi e casi di bullismo. Il ministro Valditara ci è sembrato molto sensibile a questi temi ma noi non siamo d’accordo con la proposta di legge che, per le sospensioni superiori a due giorni, prevede di mandare i ragazzi nelle comunità tipo lavori socialmente utili: il recupero del rispetto va fatto nello stesso luogo dove manca, cioè all’interno delle scuole”, sottolinea Veltri.

Oltre alla violenza contro il personale, uno dei problemi della scuola è il precariato. “Oggi la scuola conta 235 mila precari, persone che vengono assunte a settembre e licenziate a giugno: innanzitutto ci sono delle conseguenze precise che vanno a ricadere sulla qualità della didattica” e sulla “continuità, perché l’insegnante cambia di anno in anno o addirittura più volte nello stesso anno. Abbiamo proposto delle soluzioni al ministro Valditara, soltanto facendo una quantificazione di somme”, considerando “quanto costa licenziare un precario il 30 giugno e quanto riassumerlo a settembre, perché non dimentichiamo che quel precario percepisce comunque l’indennità di disoccupazione a luglio e agosto”. Stabilizzare uno di quei precari “costa allo Stato solo 725 euro”, quindi “assumere oltre 200 mila precari costerebbe complessivamente 180 milioni di euro: se pensiamo che le finanziarie si aggirano intorno ai 35 miliardi di euro, prendere 180 milioni si potrebbe fare, basta solo la volontà politica”.

Anche per l’autonomia differenziata applicata al mondo della scuola “siamo contrari, perché il rischio è quello di creare una scuola di serie A e una di serie B: la scuola deve unire il Paese, non dividerlo”. La Uil è l’unico sindacato che non ha firmato il contratto. “Il rinnovo contrattuale è stato sottoscritto in due step, la prima parte economica – che noi abbiamo sottoscritto – e una parte normativa, che noi non abbiamo condiviso: non siamo soddisfatti, secondo il nostro punto di vista le cose negative pesano di più rispetto alle cose positive”.

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Fonte: SassiLive – Read More