«Il flop di adesioni allo sciopero dell’11 aprile indetto da Flai e Uila insieme alle rispettive confederazioni dimostra che la via della fiammata emotiva non è la strada che le lavoratrici e i lavoratori del settore industria ritengono utile per affrontare il grave problema delle morti sul lavoro». È quanto dichiara il sub-reggente della Fai Cisl Basilicata Raffaele Apetino. «Seppure vada sempre rispettato il diritto di sciopero dei lavoratori – continua il sindacalista – il dato di ieri è il segnale per tutto il sindacato che da solo lo sciopero non basta a fermare questa lunga scia di sangue. Deve essere chiaro anche alle istituzioni, alla politica regionale che è necessario istituire una commissione di emergenza per discutere e analizzare la questione della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro in via preventiva con la partecipazione del sindacato, aziende alimentari e del settore agricolo forestale, Ispettorato del lavoro e Inail. La strada della programmazione degli investimenti su salute e sicurezza non sono un costo ma un investimento sul futuro delle persone e delle imprese del settore agroalimentare, unica strada che può garantire migliori condizioni di lavoro e più produttività ed evitare che in Basilicata, così come purtroppo sta accadendo in altre regioni, saremo costretti a piangere lavoratrici e lavoratori che con grande dedizione ogni giorno si recano sui posti di lavoro. Serve un grande atto di responsabilità di tutti i corpi intermedi se vogliamo provare a fermare questo dramma che dall’inizio della anno conta già centinaia di vittime innocenti».

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