L’inaugurazione di un parco gioco per bambini e di un campetto da calcio in qualsiasi parte del Paese sarebbe un fatto normale che non merita attenzione. Ma a  Sant’Antonio Casalini , popolosa frazione di Bella, quindi con tanti bambini, è un evento. Così Carmine Ferrone, consigliere provinciale di Potenza ed assessore comunale di Bella. Abbiamo messo a disposizione dei nostri piccoli un’area per giocare, divertirsi e socializzare. Anche in questo modo – aggiunge – si aiutano le famiglie a restare sul territorio perché i servizi all’infanzia sono una priorità e non certo uno “spreco di risorse”.  Un passo indietro: la Basilicata ha la “maglia nera” per servizi all’infanzia: secondo gli ultimi dati dell’ISTAT, in Basilicata sono 2.433 i posti disponibili negli asili nido a fronte di 10.469 bambini da 0 a 2 anni, il 22 ,9%, mentre i posti disponibili nei servizi integrativi per la prima infanzia (asili nido, micro nidi o sezioni primavera ,spazi gioco, centri bambini genitori, servizi educativi in contesto domiciliare), pubblici o privati, sono solo 83, lo 0,8%, per un totale di servizi educativi per i bambini da 0 a 2 anni pari al 23,7%, tra i più bassi in Italia. Il rapporto tra posti disponibili e bambini/e con un’età 0-2 anni, che mediamente in Italia è del 28,0%, è assolutamente insufficiente rispetto al potenziale bacino di utenza e ancora al di sotto del 33% che l’Unione Europea si era data come obiettivo da raggiungere entro il 2010 e molto lontana dal nuovo obiettivo europeo del 45% da raggiungere entro il 2030. La spesa complessiva pubblica (sia per le strutture comunali che per le rette e i contributi pagati dai comuni per gli utenti di servizi privati) e quella degli utenti è di 4.369.647 euro (1,5 miliardi di euro quella nazionale) di cui 3.498 a carico dei Comuni e 1.131 a carico delle famiglie, per una spesa pagata dalle famiglie pari al 24,4%, la più alta in Italia dopo il Molise. Pessimo anche il dato sulla spesa media dei Comuni lucani per gli asili nido a bambino: 315 euro, tra le più basse in Italia, preceduta da Molise, Campania e Calabria.  In questo scenario – sottolinea Ferrone -trovare ed impiegare soldi per dare ai bambini di Sant’Antonio Casalini un loro “spazio gioco” è un’impresa tanto più che le risorse assegnate ai Comuni per i servizi all’infanzia sono vere “elemosine”, nonostante nel  PNRR il tema dell’infanzia è stato posto come prioritario con la destinazione di 4,6 miliardi di euro al Piano per potenziare l’offerta di asili nido, scuole dell’infanzia e servizi educativi: un’occasione preziosa per rafforzare la rete di servizi, per ridurre i costi a carico delle famiglie e garantire a bambine e bambini un’offerta di qualità diffusa sul territorio. Ai Comuni bisogna dunque assicurare  le risorse necessarie alla gestione corrente dei servizi all’infanzia a partire dagli asili nido, per valorizzare il personale e promuovere la qualità dell’offerta educativa.


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