Giovanni Caserta: “A Gaza come alle Fosse Ardeatine. Il Papa è solo, ma un esercito c’è: deve solo mobilitarsi”. Di seguito la nota integrale.

Ho preso visione, su WhatsApp, di un filmato sulle stragi perpetrate da Nethaniau sulla folla indifesa dei palestinesi.Non è facile reggere allo spettacolo di sangue, di feriti, di morti giovani, bambini, vecchi, donne piangenti come in una tragedia greca. Non se ne può più.Ogni telegiornale ed ogni  giornale-radio è, ormai, uno spettacolo orribile su Gaza, cioè su una popolazionedi civili, innocente. Si bombardaalla cieca, alla ricercadi un probabile o improbabile terrorista Hamas. Si distrugge un pagliaio – mi diceva un contadino di Miglionico – per cercare l’ago.  Pazzesco. Sinceramentenonvedo alcuna differenza fra Nethaniau e il maggiore nazista che ordinò  il massacro  delle  fosse Ardeatine. Fu più che vendetta;fu azione cinica, barbara; fu ferocia bestiale. Furono fatti dieci morti  per ogni tedesco ucciso. A Gaza siamo a 30 palestinesi uccisi contro un ebreo ucciso. Quello di Nethaniauva giudicato,ormai,genocidio dichiarato. E’palese, infatti, l’obiettivo di fare terra bruciata  su Gaza e su tutto il popolo palestinese, costringendo i disperati abitanti di essa, uomini, donne, vecchi e bambini, giovani, tutti,a cercare la via di salvezza in altra terra, tra altro popolo, cessando di esistere  come identità ed etnia.

Nethaniau, in questa logica,finisce con l’essere un criminale di guerra che, per tale, va giudicato.La sua crudeltà grida vendetta al cospetto di Dio, se un Dio ha. Assolutamente non merita obbedienza e comprensione.  Al pari con lui sono colpevoli tutti coloro che,a livello nazionale e internazionale,  incoraggiano, sostengono o semplicemente tollerano la sua carneficina.  Mi riferisco soprattutto ai cattolici. Essi, dovunque si trovino, nei partiti di destra e di sinistra, attraverso le loro associazioni e organizzazioni, nelle parrocchie, hanno  ildovere di far sentire forte la loro voce, la loro fede antibellicista.

A volte sento di politicichesi professano cattolici.Serve per raccoglierevoti.Unavolta eletti, però, con strano uso di parole, si qualificano cattolici “laici”,a copertura dei loro silenzi o delle loro operazioni cheignorano i comandamenti e la dottrina. che dicono di professare eche ha sancito nonesistere guerra giusta.  Si dicono  cattolici “laici”, in inaccettabile e contraddittoria autodefinizione,rivendicando una morale diversa da quella professata per fede. Rivendicano, insomma, il diritto infausto ad una doppia morale.

Viene da ricordare che, nella storia, i più grandi persecutori degli ebrei, chiusi ed emarginati  nei ghetti,furono, purtroppo, i cattolici, guidati da famosi e potenti papiche degli ebrei,in quanto assassini di Cristo,  dicevano meritassero  la diaspora.Ora hanno un papa di opposta collocazione, quella giusta, che, non intendendo risarcire gli ebrei per le persecuzioni storicamentesubite, non concede loro il diritto di accanimento bellicocontro altro popolo, ingiustamente perseguitato, debole, cacciato dalla propria terra. In nome della vita e della retta morale cristiana e cattolica, che dice di non  uccidere,papa Francesco ogni giorno invita asospendere l’uso delle armi, questa volta in mano ad Israele. Ma è solo, con un esercito grande quantosordo o ammutinato.  Bisogna che suoni finalmente la svegliae si ricordi che né la guerra né la vendetta rientrano nella morale cristiana e cattolica.Ai tedeschi delle Fosse Ardeatine, semplici soldati, si rinfaccia e si rimprovera di aver obbedito. Non li si giustifica. Don Milani riteneva giusta la disobbedienza, sostenendo il diritto alla obiezione di coscienza, cioè a non uccidere.Viene da dire: ”Cattolici, di tutto il mondo unitevi. Gridate, ovunque voi siate;dite che è delitto spianare il fucile e lanciare bombe. Sempre, anche quando si indossa una divisa.Siete milioni. C’è Francesco che vi guida. Non lasciatelo solo”.

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