La Fp Cgil di Potenza, con una lettera inviata al sindaco di Potenza, Mario Guarente, ha sollecitato l’attivazione della procedura per l’attribuzione dei differenziali economici dei dipendenti comunali che ad oggi, nonostante l’accordo sottoscritto in via definitiva il 29 dicembre 2023 e la previsione delle risorse da destinare al Comune, non ha ancora avuto corso, generando un palpabile stato di generalizzato malcontento tra i lavoratori. Pertanto il sindacato ha chiesto l’immediato avvio della relativa procedura.

Al contempo, in merito al regolamento sulla progressione tra le aree che l’Ente intende adottare, la Fp Cgil, così come già esplicitato in una nota inviata il 30 novembre 2023,  nelle note a verbale delle delegazioni trattanti e nell’audizione svolta in Prima Commissione consiliare lo scorso 8 febbraio, ha ribadito la propria contrarietà all’introduzione di un colloquio nella procedura che si intende percorrere per l’attribuzione delle suddette progressioni. Si tratta di una procedura “straordinaria”, introdotta dal Contratto collettivo nazionale delle Funzioni Locali 2019/2021 (articolo 13) attraverso la previsione di criteri ad hoc e risorse a ciò espressamente destinate una tantum dalla contrattazione collettiva, commisurate allo 0,55 % del monte salari dell’anno 2018, nonché di un lasso temporale (entro il 31 dicembre 2025) entro il quale espletarla. Pertanto va nettamente differenziata rispetto alle progressioni “ordinarie”, espressamente disciplinate dall’articolo 15 dello stesso contratto collettivo nazionale, in quanto diversa ne è la ratio.

La finalità è quella di ancorare il percorso di crescita per gli interni all’amministrazione a una serie di parametri rappresentativi del possesso di un livello professionale la cui adeguatezza, in assenza di una procedura concorsuale, viene assicurata attraverso l’individuazione di una serie di requisiti che rendono attivabile il percorso delineato dalla norma contrattuale. Ciò presuppone che un ente, prima di attivare una progressione verticale, dovrebbe già avere gli elementi relativi alla presenza, nel proprio organico, di dipendenti che, al di là del titolo, abbiano un potenziale di esperienze e competenze tali da giustificare l’attivazione dell’istituto. Pettanto rimettere ad un colloquio a valle una valutazione generale che andrebbe effettuata a monte, non appare condivisibile. Il contratto parla di esperienze e competenze da comparare in base ai criteri indicati, ovvero  “esperienza maturata nell’area di provenienza, anche a tempo determinato, titolo di studio, competenze professionali, quali percorsi formativi, competenze certificate etc”  per la cui verifica non è necessario, né tantomeno richiesto, alcun colloquio. L’inserimento del colloquio trasformerebbe, infatti, una procedura comparativa in procedura valutativa/concorsuale, in contrasto con quello che è lo spirito da cui è ispirata l’ introduzione nel Ccnl Funzioni locali 2019/2021 dell’istituto delle progressioni tra le aree in deroga.

In presenza di indicatori riferiti all’efficienza della propria attività e a titoli di studio e competenze professionali accertate, non si comprende, infatti, quale sarebbe l’utilità del colloquio rispetto alla valutazione del titolo di studio, o per quel che concerne le competenze professionali, per le quali il Ccnl esemplifica un metodo di valutazione riferito allo svolgimento da parte del dipendente di percorsi formativi, oppure di certificazioni di competenze o abilitazioni professionali .

Anche per quel che riguarda l’esperienza maturata e le competenze acquisite, il colloquio non appare necessario, ben potendo tali elementi essere valutati sulla base dei punteggi connessi ad incarichi rivestiti e valutazioni ottenute.

Da qui la richiesta della Fp Cgil di espungere dal regolamento per la progressione tra le aree il colloquio selettivo e sollecita l’avvio immediato anche di questa procedura.

 

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Fonte: SassiLive – Read More