L’annuncio di un “bonus acqua” per i consumatori di Basilicata è stato accolto con favore dall’ADOC di Basilicata.

Ogniqualvolta, in qualsiasi modo, si allevia il carico del salasso delle tasche dei cittadini, per l’ADOC di Basilicata è una buona notizia.

Tuttavia, l’annuncio del “bonus acqua” è una buona occasione per fare qualche riflessione.

È noto a tutti che da anni la Regione Basilicata versa ad Acquedotto Lucano S.p.A. una notevole somma, poco meno di diciannove milioni di Euro.

Ebbe, che fine fanno questi soldi?

Per l’ADOC di Basilicata basterebbe indicare la destinazione di questi soldi alla riduzione delle quote fisse che i cittadini di Basilicata pagano per ottenere già un grande beneficio.

Ci aspettiamo che il “bonus acqua” preveda che qualsiasi somma erogata dalla Regione sia prioritariam nte destinata a ridurre le quote fisse perché sono queste che colpiscono in modo pesante proprio le fasce più deboli degli utenti di Basilicata..

Come più volte è stato denunciato dall’ADOC di Basilicata, a causa delle quote fisse i pensionati, i nuclei monofamiliari o con meno di tre componenti, a causa dell’alta quota fissa, pagano l’acqua a più di € 3,00/mc mentre i grandi consumatori la pagano a meno di € 1,00/mc.

Naturalmente, come è a tutti noto, il prezzo dell’acqua è legato al costo di produzione e, perciò, sembra che non ci si possa speculare.

Non è vero!

Si specula facilmente gonfiando i costi di produzione attraverso la mancata programmazione delle manutenzioni che causano danni e disservizi, un dato per tutti dal 12/12/2023 a oggi solo nel comune di Potenza sono stati fatti 29 interventi in emergenza (un intervento ogni due giorni),

immaginare la spesa annua necessaria è molto semplice. A questo si aggiunge la spesa del personale. Gliorgani di stampa, non senza sarcasmo, ci ricordano che Acquedotto Lucano S.p.A. ha distribuito premi epromozioni in abbondanza promuovendo a ruoli di responsabilità anche perfetti incapaci e, tutto aspese dei cittadini.

Che cosa chiede l’ADOC di Basilicata:

1) Destinare le somme erogate dalla Regione Basilicata prioritariamente a ridurre o azzerare le quote fisse;

2) Programmare interventi di manutenzione straordinaria delle reti per ridurre gli esorbitanti costi per gli interventi sui guasti;

3) Affidare mediante gare pubbliche gli interventi per realizzare impianti di produzione di energia elettrica;

4) Predisporre e inviare ai cittadini le bollette di consumo rispettando le norme emanate

dall’ARERA, cioè bollette chiare e leggibili che non contengano errori e da dove si evincano subito i crediti prescritti e gli importi effettivamente dovuti.

L’ADOC di Basilicata ritiene che queste siano richieste di buon senso che migliorano i servizi rendono più efficienti e gestibili gli impianti e che, con la destinazione delle somme per ridurre le quote fisse, favoriscono effettivamente gli utenti più deboli.

 

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Fonte: SassiLive – Read More