Comune di Matera, Materia Futura: “Dieci passi indietro da parte di tutti e tutte per uscire dallo stallo, o si torni al voto”. Di seguito la nota integrale.
Quando abbiamo presentato il nostro progetto politico e la lista volevamo iniziare ad essere “dentro” le istituzioni per cercare di capirne qualcosa in più, offrendo anche il nostro contributo: nei prossimi giorni lanceremo un primo programma di attività che ci riporteranno a sviluppare reti e relazioni con chi fa politica quotidianamente perchè sentiamo sempre il bisogno di imparare e confrontarci.
Sui canali dell’associazione faremo approfondimenti, spiegheremo ruoli, tempistiche e come funziona la macchina amministrativa.
Ci servono esperienze perchè quello che stiamo vedendo in questa prima fase della vita di questa amministrazione ci sta lasciando senza parole. Abbiamo sempre, da spettatori esterni, seguito la vita politica della città, ma dall’interno è davvero un’altra cosa. Non veniteci a dire che queste sono normali dinamiche della politica comunale: a noi sembra solo uno tentativo di scambio di piccoli interessi personali.
Dopo il risultato elettorale sapevamo che alcune dinamiche di potere sarebbero venute fuori per trovare una maggioranza e tirare avanti una carretta ma, a volte, i numeri semplicemente non ci sono.
Abbiamo partecipato a tutti i consigli comunali e lunedì all’elezione delle presidenze delle commissioni: anche in questa occasione un nuovo stallo che ha a che vedere con logiche personali e per nulla con una visione della città. È stato avvilente. Un copione che si è ripetuto per nove volte, dove c’è anche chi si è astenuto senza esprimere nessun nome. Ma che significa precisamente astenersi dal proporre un nome come presidente di una commissione ?
In troppi parlano di agire in nome del “bene comune” ma altrettanti cercano solo posizionamenti per pesare se stessi.
Si continua a contare i voti con il bilancino e a dare priorità ai personalismi, dimenticandosi quello che succede là fuori.
Ci sembra di essere dentro una bolla totalmente slegata rispetto alla realtà che circonda la città, la nostra regione e il mondo. In questi giorni dove assistiamo attoniti a ciò che sta accadendo in altre parti del nostro pianeta, dimenticandoci che presto o tardi, con la storia che sta andando in quella direzione, anche un’amministrazione di una città di 60 mila anime, dovrà avere il coraggio di fare scelte forti e coraggiose. Scelte che, necessariamente, non devono ridursi solo a semplici atti formali per “mettersi a posto con la coscienza”, ma devono andare avanti nel tempo costruendo processi che durino e, se anche minimo, abbiamo un impatto.
Noi invece siamo ancora costretti allo stallo per individui cui importa solo dei loro interessi personali e della costruzione delle loro carriere politiche.
Stiamo qua a cercare di decidere chi, come e perché deve essere maggioranza o minoranza e di conseguenza cercare di capire chi deve ricoprire questo, quello o quell’altro incarico.
Non spegniamo i riflettori e non limitiamo le nostre azioni politiche a banalizzanti comunicati stampa o atti di sola testimonianza. Altrimenti davvero bisogna ad un certo punto chiedersi il senso di quello che facciamo.
Nel primo consiglio comunale avevamo detto che c’era bisogno, considerata la situazione politica, di fare tutti dieci passi indietro per farne uno in avanti. Sono passati 100 giorni dall inizio della consigliatura e possiamo assolutamente affermare che questo non è accaduto. Vogliamo ora i nomi e i cognomi di chi, all’interno del consiglio comunale, è disposto a rinunciare a qualsiasi tipo di incarico, ruolo, poltrona. Il nostro nome potete già segnarvelo.
Tocca al Sindaco indicare il percorso per giungere a una soluzione, qualunque essa sia, compreso, se necessario, il ritorno al voto: è atto di responsabilità e coraggio anche ammettere una sconfitta politica. Di tutti.
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