Il segretario regionale di Rifondazione Comunista di Basilicata, Luca Sardone, in una nota contesta la decisione del Governo Bardi di garantire al dirigente regionale Michele Busciolano la continuità nella responsabilità dell’Ufficio Comunicazione e delle funzioni di gestione delle relazioni istituzionali in materia di accordi di compensazione economica ambientale e in materia di risorse idriche ed energetiche. Di seguito la nota integrale.
Michele Busciolano cambia incarico alla Regione ma si tiene stretta la responsabilità dell’Ufficio Comunicazione e le funzioni di gestione delle relazioni istituzionali in materia di accordi di compensazione economica ambientale e in materia di risorse idriche ed energetiche.
Ci poteva stare che Michele Busciolano, dirigente del dipartimento ambiente, dopo aver ricevuto l’avviso di conclusioni delle indagini preliminari ad inizio giugno, per il reato di disastro ambientale relativo alla mancata bonifica dall’inquinante trielina della Daramic di Tito, venisse rimosso dal ruolo ricoperto alla Regione che lo ha portato ad essere indagato dal Tribunale di Potenza insieme ad altri 12.
Con delibera del 20/06/2025 il Presidente Bardi e la giunta regionale lo nominano alla Direzione Generale Amministrazione Digitale alla quale con modifica contestuale viene allocata “la gestione delle relazioni istituzionali in materia di accordi di compensazione economica ambientale in materia di risorse idriche ed energetiche”.
Il che a dire che è chiamato a continuare a rivestire un ruolo importante per procedimenti dove ci sono in ballo grandi risorse finanziarie.
Denunciamo la spregiudicatezza istituzionale del governo regionale ma il suo procedere non ci meraviglia, non è nuovo, c’è però un’aggravante, si danno nuovi poteri importanti e si lascia mantenere quelli precedenti a persona che con ogni probabilità andrà a processo per il reato di disastro ambientale.
Per quanto attiene alla crisi idrica dell’autunno-inverno scorso vorremmo far rilevare che ad inizio gennaio 2025, pochi giorni prima della sentenza del Tar di Basilicata il presidente Bardi dichiarò che la bonifica era stata effettuata, falso. Ed il presidente Bardi porta anche la responsabilità di non aver tenuto in nessuna considerazione il documento della ASP nel quale proprio in relazione al rischio trielina della Daramic invitava la Regione a tener conto della eventuale necessità dello screening della popolazione a cui si è data l’acqua del Basento.
Rifondazione Comunista di Basilicata contribuirà alla ripresa dell’iniziativa per l’acqua pubblica e senza contaminanti. Come pure lavoreremo ad un piano di adattamento climatico che anche l’incedere dell’estate sta rendendo improcrastinabile.
Ci chiediamo inoltre se in consiglio regionale esiste una opposizione. Non abbiamo sentito voci di condanna dell’atto di cui sopra. Abbiamo invece registrato la conclusione del consiglio regionale sulla crisi idrica, quasi due mesi fa, con una risoluzione finale votata all’unanimità.
La prossima settimana chiederemo di concordare un incontro alle forze associative, politiche, ambientali e sindacali con le quali abbiamo condiviso la mobilitazione dell’autunno scorso per riprenderla, aggiungendo il tema della democrazia calpestata dal governo regionale.
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