L’associazione MaMa di Marconia di Pisticci è un’associazione attiva a Marconia di Pisticci, impegnata nella promozione del benessere familiare e comunitario attraverso progetti culturali, formativi e sociali.
L’associazione ha inviato una lettera pubblica aperta alle istituzioni, alla cittadinanza e a chi ha responsabilità educativa sul territorio per portare all’attenzione dell’opinione pubblica un tema che tocca da vicino moltissime famiglie: la mancanza di servizi estivi adeguati e accessibili, una criticità che si ripresenta ogni anno e che acuisce le disuguaglianze sociali e di genere.
Con questo contributo, MaMa APS intende dare voce a un disagio diffuso, stimolare un confronto attivo tra istituzioni, scuole, Terzo Settore e cittadinanza, e avviare un tavolo di co-progettazione territoriale già entro l’autunno.
L’estate non è per tutti. Serve un cambiamento. Ora. Per tante famiglie, l’estate non è solo vacanza. È un periodo complesso, in cui – finita la scuola – le giornate si allungano, i ritmi cambiano, ma le responsabilità̀ restano. Per chi lavora, per chi ha figli con bisogni specifici, o semplicemente per chi non può permettersi centri estivi onerosi, l’estate rappresenta un vuoto difficile da colmare.
Nel nostro Comune, ogni anno si ripresenta lo stesso scenario: qualche proposta c’è, ma spesso limitata – iniziative che partono tardi, durano poco, non coprono l’intero arco dell’estate o non rispondono ai diversi bisogni delle famiglie. Sottolineiamo la necessità di distinguere chiaramente tra le iniziative private, spesso promosse da associazioni o cooperative con risorse limitate ma grande impegno, e le colonie/centri estivi
comunali, che dovrebbero rappresentare un servizio pubblico continuativo e accessibile. Confondere questi due
piani rischia di generare aspettative irrealistiche e di scaricare sulle realtà del Terzo Settore responsabilità che non dovrebbero ricadere solo su di loro.
E non possiamo ignorare un aspetto trasversale, che si ripresenta ogni estate: in assenza di servizi strutturati, il carico organizzativo, emotivo e logistico ricade quasi sempre sulle donne, sulle madri.Sono loro, troppo spesso, a doversi reinventare: riorganizzare orari, ferie, lavoro, logistica quotidiana, per coprire quel vuoto lasciato da
un sistema educativo che si interrompe bruscamente. Questo non è solo un problema stagionale: è una disuguaglianza strutturale che si riaccende ogni estate e contribuisce a consolidare disparità di genere e sociali.
Abbiamo ascoltato tante madri – socie e non – e letto post accorati che raccontano la stessa frustrazione. Alcune parole, in particolare, ci hanno colpito. Le riportiamo, perché́ rappresentano voci reali, spesso non ascoltate:
“Il campo estivo serve quando la scuola finisce, non mesi dopo. Non è un lusso: è un supporto
educativo, un’occasione per crescere, socializzare, vivere esperienze. Ma forse, nei posti ‘magici’, quella famosa bacchetta non funziona mai.” (Cit.)
“Finita la scuola, inizia il vuoto. Tutto è pensato solo per chi si adatta facilmente. Per tanti ragazzi e famiglie, l’estate diventa tempo sospeso, isolamento, solitudine. E si resta da soli, con il desiderio di partecipare, ma senza occasioni vere per farlo.” (Cit.)
È da qui che vogliamo partire. Da quella sensazione diffusa di isolamento e disuguaglianza.
Perché́ crediamo che l’estate debba essere un tempo pieno, ricco di relazioni, accessibile e educativo per tutte e tutti – non un privilegio per pochi.
Una proposta per costruire insieme
Come MaMa APS – ETS, non ci proponiamo di organizzare direttamente i servizi estivi, ma vogliamo stimolare un cambio di visione, avviando un percorso condiviso e duraturo.
Per questo chiediamo – e offriamo – un impegno concreto:
Attivare, entro l’autunno, un tavolo di coprogettazione territoriale, con il coinvolgimento di:
o amministrazione comunale (ufficio scuola, welfare, cultura, sport), o scuole, o enti del Terzo Settore, cooperative e Associazioni, o famiglie, o educatori e educatrici, operatori e operatrici sociosanitarie.
Realizzare una mappatura condivisa dei bisogni e delle risorse già presenti sul territorio, per individuare:
◦ periodi scoperti, ◦ ostacoli economici o logistici, ◦ gruppi con esigenze educative specifiche.
Definire insieme un piano territoriale per l’estate, orientato a:
o garantire la continuità educativa (a partire dal giorno successivo alla chiusura delle scuole), o assicurare l’accessibilità economica (attraverso sostegni ISEE e collaborazioni pubblico- private), o promuovere un’inclusione reale (con attenzione a disabilità, BES e fragilità sociali).
Valorizzare e mettere in rete le risorse e competenze locali, coinvolgendo:
◦ scuole, parchi, biblioteche, centri sportivi, aziende agricole, oratori e altri spazi pubblici e privati.
A chi ci rivolgiamo
• All’ Amministrazione, con l’auspicio che si faccia promotrice di connessioni e percorsi condivisi.
• Alle scuole e alle realtà educative, perché si mettano in ascolto e agiscano insieme.
• Alle cooperative, Enti del Terzo Settore e Associazioni, perché collaborino in modo sostenibile e inclusivo.
• Alle famiglie e cittadine/i, perché portino esperienze, idee e bisogni.
“Non vogliamo sostituirci a nessuno, ma vogliamo essere catalizzatrici di un processo collettivo di ascolto, dialogo e co-progettazione. Perché nessuna famiglia debba più affrontare da sola l’estate.”
Siamo pronte fin da subito a partecipare e a convocare un primo incontro operativo, aperto a chiunque voglia esserci.
Perché l’estate non sia una stagione vuota, ma un tempo pieno di possibilità. Per tutte e tutti.
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Fonte: SassiLive – Read More

