POTENZA: LA BASILICATA AFFONDA E LUONGO CENSURA

31/07/2015 | POLITICA

Il segretario regionale del Pd Luongo si precipita a chiedere il ritiro delle firme dei Consiglieri Pd alla ‘mozione Pace’ invece di cercare soluzioni alla grave crisi, che attanaglia la nostra Terra, conclamata dalla pubblicazione dei dati Svimez.    

Il sud cresce meno della metà della Grecia negli ultimi 13 anni. In 6 anni, la Basilicata perde il 16,3 del pil. Siamo ai livelli del dopoguerra. L’unica programmazione esistente in Basilicata è quella dei fondi europei, utilizzati per dispensare qualche spicciolo qua e là. E il Governo regionale, invece, di preoccuparsi perché siamo ripiombati nell’ex Obiettivo 1, esulta per l’aumento dei fondi. Come se questo aumento fosse frutto della crescita anziché del sottosviluppo.
Noi Lucani stiamo peggio. I giovani scappano, le imprese chiudono, non facciamo figli (che, ahinoi, è uno dei motivi per i quali non siamo ancora collassati).
Tutto questo perché? Perchè la politica che ha governato la nostra Regione negli ultimi 40 anni, la politica del centrosinistra, la politica del Pd si è preoccupata di fare politiche assistenzialistiche e non di sviluppo, di coltivare orticelli e fare marchette elettorali e non di tutelare i Lucani ed i loro diritti. I diritti di tutti: salute, lavoro, ambiente salubre.
A chi ci governa interessa più irregimentare, schiacciare, appiattire le coscienze su posizioni di comodo e non risollevare le sorti della Basilicata.
Le ‘diversità’, quelle che sono scomode per loro, sono da eliminare. Chi, seguendo la propria sensibilità, ha legittimamente sottoscritto una mozione in favore dei valori della famiglia naturale, deve abiurare.
Oscurantismo e qualunquismo. Questa è la politica del Pd e dei suoi esponenti di spicco.
Come si pretende di tutelare le differenze quando non c’è rispetto delle opinioni altrui? In un momento così critico l’unica preoccupazione di Luongo è di ‘riportare’ all’ordine i dissidenti per recuperare quel consenso perduto, schierandosi in favore della posizione ‘più comoda’. Infatti, quanto è più semplice, oggi, spalleggiare i movimenti Lbgtqi che la tradizionale idea di famiglia? Crediamo non ci sia bisogno di rispondere.
Onore a chi riesce a mantenere le proprie posizioni, anche se da più parti definite ‘medievali’ ed osteggiate.
Ognuno difende quello in cui crede. E noi crediamo nella famiglia.

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