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Aggiornato: 22 ore 20 min fa

Il trasporto si evolve: tavoli operativi per rapide soluzioni

Sab, 02/05/2020 - 15:22
Il trasporto segue il passo del mondo produttivo. La Regione Basilicata sta guidando l’adeguamento dei servizi di trasporto di pari passo ai requisiti sanciti dalle norme nazionali che le aziende devono rispettare.
Lo afferma Donatella Merra, Assessore alle infrastrutture e Mobilità, della Regione Basilicata.
“Dovendo adeguare un sistema complesso come il trasporto ad una situazione in rapida evoluzione la strategia della Regione Basilicata – spiega Merra - è quella di non fare tavoli dispersivi, ma di attivare confronti che consentano alla politica di avere un contributo realmente fattivo ed immediatamente applicabile. Per questo, nelle ultime 48 ore, sono stati strutturati tre tavoli”.
In particolare nella prima riunione si è fatto il punto con il Responsabile delle Risorse Umane dello Stabilimento FCA di San Nicola di Melfi, con i Rappresentanti di Confindustria Basilicata referenti per le diverse aree industriali interessate da siti o stabilimenti produttivi che vedranno la ripresa delle attività (Indotto Area Industriale di San Nicola di Melfi, area industriale Val Basento e Tecnoparco area di Balvano e quella di Viggiano – COVA) e le Province di Potenza, titolari dei contratti di servizio, (Presidenti nonché i rispettivi Dirigenti e funzionari).
“La riunione – aggiunge Merra - ha potuto consentire l'acquisizione di ulteriori dati relativi alla domanda di trasporto che verosimilmente ci sarà nelle prossime settimane a partire dal 4 maggio con la riapertura degli stabilimenti industriali, utili per la doverosa riprogrammazione dei servizi di TPL nel rispetto delle disposizioni normative”.
Alla seconda riunione, oltre alla Regione hanno preso parte le Province e il Consorzio dei trasporti della Basilicata Cotrab al quale è stata rappresentata l'entità della domanda di trasporto come precedentemente recepita e si è chiesto di voler attuare ogni adempimento finalizzato all’attuazione delle misure di sicurezza sia di tipo informativo verso gli utenti, sia legata all'esercizio dei servizi, oltre che alla sicurezza degli addetti dei servizi stessi, così come previsto dagli Allegati 8 e 9 del DPCM 26 aprile 2020.
Inoltre si è tenuto questa mattina un ulteriore incontro già fissato con le Segreterie Confederali dei Sindacati nonché con i segretari di categoria delle organizzazioni sindacali sia dei trasporti sia dei metalmeccanici per riportare loro quanto emerso nel corso delle riunioni e poter così aggiornare il tavolo anche sulla base delle disposizioni che nel frattempo saranno emanate
Tra le altre cose verranno ripristinate linee sospese verso le aree industriali della Val Basento e di Viggiano.
“Il risultato di questi incontri – conclude l’assessore Merra - è la riorganizzazione dei servizi rispetto a quello che è l’avanzamento del mondo produttivo in questo inizio della seconda fase dell’emergenza. I requisiti di sicurezza a cui i sevizi di trasporto dovranno adeguarsi sono stati sanciti e pubblicati nelle ultime ore dal Governo Nazionale e le aziende hanno già dunque una linea da seguire obbligatoriamente. Una nuova ordinanza regionale, già delineata sulla base delle risultanze dei confronti ai tavoli, sarà lo spartito su cui prenderanno forma l'organizzazione e le nuove modalità di trasporto”.
  

Emergenza Covid-19, aggiornamento del 2 maggio (dati primo maggio)

Sab, 02/05/2020 - 11:09
La task force regionale comunica che in tutta la giornata di ieri, primo maggio, sono stati effettuati 453 test per l’infezione da Covid-19. Di questi 451 sono risultati negativi e 2 positivi.
I 2 casi positivi riguardano entrambi il Comune di Matera.

Con questo aggiornamento i contagi confermati in tutta la regione sono 191 su un totale di 13.722 tamponi analizzati dall’inizio dell’emergenza. Ieri erano 193, ai quali si sommano i 2 casi positivi di Matera e si sottraggono i 4 guariti nella giornata di ieri.


Ai 191 positivi vanno aggiunti nel complesso 25 persone decedute (9 di Potenza, 2 di Paterno, 1 di Spinoso, 1 di Moliterno, 1 di Villa d’Agri, 2 di Rapolla, 1 di Irsina, 1 di Montemurro, 1 di Pisticci, 2 di Matera, 1 di San Costantino Albanese, 2 di Avigliano, 1 di Tursi), 164 guariti, 1 paziente di Gravina di Puglia riscontrato dall’Asm, 1 paziente di Padula riscontrato dal San Carlo e 8 pazienti diagnosticati in altre regioni, residenti in Basilicata dove si trovano in isolamento domiciliare.

Attualmente i pazienti ricoverati nelle strutture ospedaliere lucane sono 52, così suddivisi: all’ospedale ‘San Carlo’ di Potenza 14 sono in malattie infettive e 7 in pneumologia; all’ospedale ‘Madonna delle Grazie’ di Matera 27 sono in malattie infettive e 4 in terapia intensiva. I lucani in isolamento domiciliare sono 139.

I test positivi verranno inviati all'Istituto superiore di sanità per la conferma di seconda istanza. I Dipartimenti di prevenzione delle Asl hanno attivato tutte le procedure per l’acquisizione delle notizie anamnestiche ed epidemiologiche, finalizzate a rintracciare i contatti avuti dalla persona risultata positiva.

Il prossimo aggiornamento domani, 3 maggio, alle ore 12,00.
  

EMERGENZA COVID-19, AGGIORNAMENTO PRIMO MAGGIO (DATI 30 APRILE)

Ven, 01/05/2020 - 12:00
La task force regionale comunica che in tutta la giornata di ieri, 30 aprile, sono stati effettuati 495 test per l’infezione da Covid-19. Di questi 484 sono risultati negativi e 11 positivi. I comuni di residenza dei casi positivi accertati sono: Moliterno 1, Roccanova 1, Cersosimo 1, Senise 1; Tramutola 1, Marsicovetere 4, Marisco Nuovo 1, Irsina, 1.
Con questo aggiornamento i contagi confermati in tutta la regione sono 193 su un totale di 13.269 tamponi analizzati dall’inizio dell’emergenza. Ieri erano 192, ai quali si sommano gli 11 nuovi casi e si sottraggono 10 guarigioni di cui un paziente di Gioia del Colle in isolamento in Basilicata.
Ai 193 positivi vanno aggiunti nel complesso 25 persone decedute (9 di Potenza, 2 di Paterno, 1 di Spinoso, 1 di Moliterno, 1 di Villa d’Agri, 2 di Rapolla, 1 di Irsina, 1 di Montemurro, 1 di Pisticci, 2 di Matera, 1 di San Costantino Albanese, 2 di Avigliano, 1 di Tursi), 160 guariti, 1 paziente di Gravina di Puglia riscontrato dall’Asm, 1 paziente di Padula riscontrato dal San Carlo e 8 pazienti diagnosticati in altre regioni, residenti in Basilicata dove si trovano in isolamento domiciliare.
Attualmente i pazienti ricoverati nelle strutture ospedaliere lucane sono 53, così suddivisi: all’ospedale ‘San Carlo’ di Potenza 14 sono in malattie infettive e 8 in pneumologia; all’ospedale ‘Madonna delle Grazie’ di Matera 27 sono in malattie infettive e 4 in terapia intensiva. I lucani in isolamento domiciliare sono 140.
I test positivi verranno inviati all'Istituto superiore di sanità per la conferma di seconda istanza. I Dipartimenti di prevenzione delle Asl hanno attivato tutte le procedure per l’acquisizione delle notizie anamnestiche ed epidemiologiche, finalizzate a rintracciare i contatti avuti dalla persona risultata positiva.
Il prossimo aggiornamento domani, 2 maggio, alle ore 12,00.







'Fase 2', consultazione di Bardi con le parti sociali

Gio, 30/04/2020 - 21:39
La Regione Basilicata è disponibile ad ascoltare le proposte avanzate da tutte parte sociali che potranno essere affrontate in specifici tavoli tematici da convocare a breve. Facciamo nostre le preoccupazioni avanzate per il mancato accesso al credito e l’eccessiva burocrazia. Sulle questioni economiche sollevate in questo primo momento di confronto, seguiranno approfondimenti con l’obiettivo di costruire politiche che attuino il pieno rilancio della Basilicata, sapendo bene che il coronavirus è stato uno tsunami che ha coinvolto economie ben più forti della nostra. Affronteremo la crisi costruendo insieme nuovi modelli di sviluppo, dal comparto agroalimentare a quello dell’automotive.
Questo il messaggio lanciato dal presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, nel corso della consultazione in videoconferenza delle parti sociali sui futuri provvedimenti che la Regione dovrà predisporre in merito alla cosiddetta 'Fase 2' dell'emergenza Covid-19.
“Dobbiamo lavorare - ha detto Bardi- perché questo momento di crisi diventi per la Basilicata momento di rinascita. Come Regione ci siamo mossi in maniera efficace per contrastare questa pandemia, e forse riusciremo ad uscire tra i primi dall’emergenza. Questo ci deve inorgoglire e dobbiamo mostrare a livello nazionale, con l’apporto di tutti voi, che siamo in grado di reagire alle difficoltà. Il primo maggio, festa dei lavoratori – ha concluso Bardi - deve spingerci su un cammino condiviso e di futuro”.
Tra gli interventi, Summa della Cgil si è soffermato sulla necessità di condividere un piano di sviluppo unitario e di attuare un piano strategico della mobilità, con la verifica delle risorse e dei rapporti con il soggetto affidatario. Tortorelli della Uil ha posto l’accento sulle difficoltà vissute dalle famiglie in questo periodo. Gambardella della Cisl ha indicato la necessità di un confronto su quelle che saranno le nuove condizioni di lavoro, mentre Di Bello della Ugl ha chiesto la sburocratizzazione dei processi. Paolo Laguardia ha evidenziato che l’applicazione dei piani di sicurezza comporterà costi per le aziende non sempre sostenibili, mentre De Salvo della Confapi Matera ha chiesto la ripartenza della Basilicata per riconquistare la fiducia degli imprenditori. Carbone della Coldiretti ha chiesto attenzione particolare alla liquidità alle imprese, anche attraverso l’utilizzo dei fondi del Psr non utilizzati, mentre  Somma di Confindustria ha sottolineato come il decreto di aprile potrà estendere alle Regioni la possibilità di erogare sussidi fiscali e agevolazioni dirette alle imprese. Miele di Confartigianato ha chiesto bandi per l’artigianato e attenzione  per barbieri, estetisti, bar pasticcerie. Bruno di Alleanza cooperative ha detto che è necessario sostenere le imprese sociali e il nuovo welfare.  Di Stefano di Agrinsieme ha parlato infine di sicurezza e mobilità in agricoltura. In conclusione sono giunti brevi interventi di alcuni assessore. Per Merra dal confronto sono giunte indicazioni importanti per specifici settori. Già da lunedì – ha annunciato - i servizi di trasporto dovrebbero garantire piena sicurezza. L’assessore Fanelli ha assicurato che i temi sollevati dalle organizzazioni datoriali sono all’attenzione del tavolo di crisi istituito presso il Dipartimento agricoltura, mentre l’assessore Rosa ha concluso gli interventi auspicando indicazioni dal Governo nazionale sugli importi stanziati sul Cis.

Primo maggio, il messaggio dell’assessore Cupparo

Gio, 30/04/2020 - 17:24
Questa Festa del Lavoro è di grande amarezza per quanti – lavoratori dipendenti ed autonomi – sono rimasti a casa per l’emergenza sanitaria e resteranno ancora senza lavoro per altre settimane. A loro il primo messaggio di solidarietà della Giunta Regionale con il rinnovato impegno per accelerare procedure e tempi per l’erogazione della cig in deroga e favorire il ritorno, al più presto, alla ripresa produttiva. E’ un momento difficile per tutto il Paese soprattutto per lo sforzo – condiviso da tutti – di mettere insieme due diritti costituzionali fondamentali, il diritto al lavoro e alla salute, che non devono confliggere e scontrarsi tra loro. Per questa ragione sia i sindacati che le associazioni di imprese hanno messo al primo posto in questo Primo Maggio il lavoro in sicurezza che deve diventare un obiettivo comune da perseguire, ciascuno per la propria responsabilità, rifuggendo da polemiche inutili e individuando con chiarezza “chi deve fare cosa”. E’ questo un argomento che il Presidente Bardi ha scelto come questione centrale della convocazione oggi delle parti sociali per il confronto su come procedere nella ripartenza sino a garantire la ripresa di tutte le attività produttive e il mantenimento dei livelli occupazionali. Le fasi che seguiranno il lockdown chiedono, a chi ne ha la responsabilità nazionale, di trovare e impiegare le risorse economiche utili a una graduale ripartenza: la liquidità alle imprese, gli ammortizzatori sociali, il welfare familiare. Sono certo che i lucani ritroveranno le motivazioni giuste per la ripresa facendo ricorso alla dote principale della resilienza e della tenacia proprio come è accaduto dopo il terremoto del 1980. Da parte della Giunta Regionale, come stiamo dimostrando con le continue misure approvate e con le pressanti sollecitazioni al Governo, l’impegno è sempre quello di non lasciare nessuno da solo.


   

Primo maggio, il messaggio del presidente Bardi

Gio, 30/04/2020 - 16:49
Il primo maggio quest’anno ricorre in un tempo molto particolare condizionato da una pandemia che costringe tutti, lavoratori e non, a restare in casa.
E’ un tempo molto difficile perché le regole che ci siamo dati dall’inizio di marzo per ridurre il contagio attraverso il distanziamento sociale avrà pesanti ripercussioni sul fronte del lavoro, dell’occupazione e, in generale, dell’intera economia, da quella mondiale fino a quella delle nostre piccole comunità.
Ho sempre guardato a questa festa come a una straordinaria occasione per riflettere più di quanto dovremmo tutti fare quotidianamente sulle condizioni di coloro che hanno un lavoro, ma anche e soprattutto di coloro che, purtroppo, un lavoro ancora non ce l’hanno.
Sono due temi che, soprattutto in un tempo difficile e di straordinaria emergenza come quello che stiamo vivendo, vanno affrontati mettendo in secondo piano le visioni ideologiche e puntando, invece, ad attraversare il sentiero della ragione per individuare soluzioni concrete finalizzate a migliorare le condizioni di chi un lavoro ce l’ha e ad allargare la platea occupazionale riducendo al massimo le incertezze e aumentando le garanzie.
Arriviamo tutti a questo primo maggio molto stanchi e piuttosto sfiduciati rispetto al futuro che ci aspetta.
Ma voglio cogliere questa importantissima giornata che si celebra in tanti paesi del mondo per lanciare un messaggio di speranza, di fiducia.
Non voglio citarle una ad una, ma negli ultimi giorni abbiamo messo in campo enormi investimenti per venire incontro alle aziende, ai lavoratori, alle famiglie dando una boccata di ossigeno per l’immediato e costruendo le basi per guardare al futuro con maggiore ottimismo e fiducia.
Certo, non è facile. Ma anche in considerazione dei bassi numeri di contagio da Covid 19 che siamo riusciti a mantenere e che finalmente ci fanno vedere una piccola luce in fondo al tunnel, crediamo che ci siano tutti i presupposti per guardare con prudente ottimismo al futuro della nostra comunità.
Ed è con questo spirito che voglio formulare i più sinceri auguri a tutti i lavoratori, alle organizzazioni sindacali che li rappresentano, a coloro che un lavoro lo stanno cercando, alle imprese, alle associazioni datoriali, a tutte le famiglie lucane per un buon primo maggio, certo diverso, ma comunque aperto a un futuro migliore.
Restiamo uniti e ce la faremo.
  

Fiammate Centro Oli Tempa Rossa, la Regione chiede spiegazioni

Gio, 30/04/2020 - 15:34
Le immagini e gli articoli che diversi media locali hanno dedicato “a temporanei e vistosi incrementi della visibilità della torcia presso il Centro Oli Tempa Rossa, ed in particolare quelle relative all’evento che si è verificato la serata del 28 aprile scorso”, sono al centro di una nuova, formale comunicazione, che l’Ufficio Compatibilità ambientale della Regione Basilicata ha inviato oggi alla Total Italia. Una precedente lettera su analoghi episodi che si sono verificati nei mesi scorsi era stata inviata alla Total il 21 marzo scorso.

“Le compagnie petrolifere non possono fare finta di niente, hanno il dovere di rispondere ai cittadini e alle istituzioni e di spiegare le cause di questi eventi e le misure adottate per affrontarli”, afferma l’assessore regionale all’Ambiente Gianni Rosa motivando questa nuova lettera della Regione. Una lettera con la quale, “al fine di avere dati tecnici che consentano anche una corretta informazione all’autorità politica ed alla popolazione”, si chiede ancora una volta alla Total “di trasmettere, tempestivamente, a questa Autorità Competente ed al Comune di Corleto Perticara, informazioni relative ad ogni evento e/o anomalia che, durante le prove di esercizio dell’impianto, hanno determinato tale fenomeno”.

“In particolare, relativamente all’episodio del 28 aprile – si legge ancora nella lettera -, si chiede di fornire, con la celerità del caso, e comunque non oltre 10 giorni alla ricezione della presente, una relazione tecnica nella quale siano riportate le cause dell’evento, la stima della tipologia e quantità di inquinanti rilasciati nell’ambiente, nonché una descrizione delle eventuali azioni correttive intraprese”. All’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente la Regione chiede invece “di voler procedere ad una analisi dei dati delle centraline di monitoraggio evidenziando le eventuali anomalie registrate”.

“L’emergenza sanitaria in corso non fa diminuire l’attenzione del governo regionale alle problematiche ambientali”, aggiunge Rosa auspicando “che tutti i soggetti interessati, a partire dalle compagnie petrolifere, senza ulteriori rinvii si facciano carico di assicurare, anche in una fase difficile come quella che stiamo attraversando, lo svolgimento delle proprie attività nel pieno rispetto delle norme per la tutela della salute e dell’ambiente”.
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Emergenza Covid-19, aggiornamento del 30 aprile (dati 29 aprile)

Gio, 30/04/2020 - 12:42
La task force regionale comunica che in tutta la giornata di ieri, 29 aprile, sono stati effettuati 439 test per l’infezione da Covid-19. Di questi 438 sono risultati negativi e 1 positivo, riscontrato nel Comune di Pomarico.
Disponibili anche i risultati dell’indagine epidemiologica condotta nel Comune di Moliterno: i 1004 tamponi effettuati sono risultati tutti negativi.
Con questo aggiornamento i contagi confermati in tutta la regione sono 192 su un totale di 12.774 tamponi analizzati dall’inizio dell’emergenza. Ieri erano 193, ai quali si sommano i due nuovi casi (quello di Pomarico e un altro positivo di Sarconi registrato dalla competente struttura sanitaria lo scorso 26 marzo e non comunicato come dato alla task force) e si sottraggono 3 guarigioni, tra cui quella relativa proprio al cittadino di Sarconi non conteggiato precedentemente.
Ai 192 positivi vanno aggiunti nel complesso 25 persone decedute (9 di Potenza, 2 di Paterno, 1 di Spinoso, 1 di Moliterno, 1 di Villa d’Agri, 2 di Rapolla, 1 di Irsina, 1 di Montemurro, 1 di Pisticci, 2 di Matera, 1 di San Costantino Albanese, 2 di Avigliano, 1 di Tursi), 150 guariti, 1 paziente di Gravina di Puglia riscontrato dall’Asm, 1 paziente di Gioia del Colle, 1 paziente di Padula Buonabitacolo riscontrato dal San Carlo e 8 pazienti diagnosticati in altre regioni, residenti in Basilicata dove si trovano in isolamento domiciliare.
Attualmente i pazienti ricoverati nelle strutture ospedaliere lucane sono 53, così suddivisi: all’ospedale ‘San Carlo’ di Potenza 14 sono in malattie infettive e 8 in pneumologia; all’ospedale ‘Madonna delle Grazie’ di Matera 27 sono in malattie infettive e 4 in terapia intensiva. I lucani in isolamento domiciliare sono 139.
Il test positivo verrà inviato all'Istituto superiore di sanità per la conferma di seconda istanza. I Dipartimenti di prevenzione delle Asl hanno attivato tutte le procedure per l’acquisizione delle notizie anamnestiche ed epidemiologiche, finalizzate a rintracciare i contatti avuti dalla persona risultata positiva.
Il prossimo aggiornamento domani, 1° maggio, alle ore 12,00.
   

Acque torbide Nova Siri, Rosa chiede intervento

Gio, 30/04/2020 - 11:31
L’assessore all’Ambiente ed energia della Regione Basilicata, Gianni Rosa, con una formale comunicazione ha chiesto al commissario dell’Arpab, Michele Busciolano, e all’amministratore unico del Consorzio di bonifica, Giuseppe Musacchio, di intervenire con urgenza a Nova Siri marina per verificare le condizioni delle acque interessate da fenomeni di intorbidimento, come riscontrato attraverso segnalazioni fotografiche giunte dal territorio.
“L’attenzione del governo Bardi sui temi ambientali continua a essere massima anche in questo periodo di emergenza sanitaria. La tempestività – sottolinea Rosa – è fondamentale per ristabilire l’equilibrio naturale di fronte a episodi anomali che meritano un approfondimento, come quello emerso nei giorni scorsi a Nova Siri. Siamo alle porte della stagione turistica e faremo quanto è necessario per mettere nelle migliori condizioni chi opera nel settore in quella porzione territoriale strategica per tutta la regione. Alle penalizzazioni legate alla pandemia – conclude l’assessore – non se ne aggiungeranno altre per gli imprenditori”.
   

Pipponzi, primo maggio ai tempi del Covid 19

Gio, 30/04/2020 - 10:37
“Le misure attivate per “favorire” il lavoro femminile a seguito dell’emergenza Covid-19 impongono delle riflessioni stringenti proprio in occasione della ricorrenza del I Maggio, Festa del Lavoro”. Lo afferma La Consigliera regionale di parità, Ivana Enrica Pipponzi. E aggiunge: “Quali le misure messe in campo dal Governo e quali i diritti calpestati? Quali, di contro, le azioni e le proposte da sollecitare come Consigliera regionale di parità, deputata istituzionalmente all’uopo?
L’attualità del temi del divario di genere, cosiddetto gender gap quanto all’accesso al lavoro (in Basilicata solo il 32% di donne lavora) e del gender pay gap (di media una donna guadagna circa il 30% in meno dell’uomo) emerge in modo ancor più evidente soprattutto in questo periodo emergenziale. Le misure di conciliazione vita/lavoro adottate nella fase del lockdown, segnatamente lo smart working, si sono rivelate, invero, una tagliola per le donne lavoratrici, aggiungendo al triste fenomeno della segregazione lavorativa, quella sociale.
La mancata riapertura dei nidi, delle scuole e dei centri estivi, con la connessa assenza dell’ausilio dei nonni, rappresentano un aggravio insostenibile.
E’ impensabile far ripartire il Paese in assenza della parte femminile; non si possono relegare le donne tra le mura domestiche, non sempre sicure (mi riferisco alla violenza domestica) ma perché tanto rappresenterebbe un inaccettabile passo indietro nella storia.
Molti sono i dubbi e le perplessità che sorgono spontanei: in realtà la scuola non può e non deve essere considerata un parcheggio; il diritto allo studio è un diritto fondamentale, garantito costituzionalmente!
Il lavoro a casa, opportunità di conciliazione, talvolta, diventa trappola e segregazione.
Ancora, come si gestirà la riapertura delle fabbriche?
Quali saranno i prossimi dati delle dimissioni raccolti dalle Consigliere di Parità e dall'Ispettorato del lavoro?
Tutto questo si inserisce in un contesto già di per sè negativo se si considera che nel 2019 si sono dimesse oltre 30.000 donne in Italia, impossibilitate a conciliare vita/lavoro, per assenza di welfare e di cultura di genere.
Per queste ragioni, sarà indispensabile sostenere le famiglie con figli onde permette la presenza del secondo stipendio.
Gli strumenti messi in campo attraverso la decretazione di urgenza, sono tutti palliativi una tantum. Servono misure strutturali, capaci di offrire garanzie di durata e favorire in modo definitivo l’accesso alle varie forme di welfare.
Quindi, ben accetti i bonus una tantum per le babysitter, ma per il futuro, sarebbero auspicabili forme da mutuare dall’esperienza del Nord Europa, quali il babisitteraggio e/o micro-nidi condominiali.
E’, altresì, inaccettabile l’assenza di donne tra gli esperti del comitato tecnico scientifico creato per affiancare il governo durante l’emergenza coronavirus. Né ha convinto la risposta data dal Capo della Protezione Civile Nazionale, Borrelli, secondo cui i membri della task force sarebbero stati individuati in base alla carica ricoperta. E’ necessario evidenziare, come fatto osservare allo stesso Borrelli, che in Italia c’è una forte discriminazione nelle carriere delle donne, una forbice che tende ad ampliarsi lungo tutto il corso della vita lavorativa, il c.d. fenomeno “leaky pipeline” (il tubo che perde) che descrive pienamente la perdita, durante i percorsi di carriera, di capitale umano femminile che non raggiunge, se non con numeri ridotti, i ruoli apicali. Le donne, infatti, per pregiudizi e stereotipi hanno meno chances rispetto ai colleghi maschi di occupare posizioni di potere, ma questo non significa che abbiano meno competenze.
Nel periodo storico che stiamo vivendo, infatti, le donne sono decisamente in prima linea non solo nell’emergenza sanitaria (due terzi degli operatori sanitari sono donne) o in casa dove stanno affrontando situazioni difficilissime di lavoro e cura dei figli, ma non hanno dimenticato di avere competenze altissime, come le mediche e scienziate che per prime hanno isolato il virus.
Sembra, però, che tutto ciò che le donne fanno per questo nostro Paese sia considerato di minor valore.
Certo, c’è la Commissione attivata dalla Ministra Bonetti che ha reclutato un team di esperte, ma ormai sappiamo bene che le decisioni sulla vita delle cittadine e dei cittadini vengono prese su altri tavoli. Si tratta, dunque, di infrangere quel monopolio maschile che dà vita soprattutto ad un sistema di democrazia ridotta ed imperfetta che caratterizza un modello di scienza che si permette di escludere la visione delle donne anche in una pandemia così devastante.
Abbiamo da poco festeggiato il 25 Aprile e tutte sappiamo come la Liberazione è stata anche la storia di donne straordinarie, staffette e combattenti che hanno fatto la Resistenza. Donne tornate a casa, dopo la Liberazione, e rinchiuse nel ruolo di madre, moglie, figlia. Dunque, non dobbiamo permettere che l’attuale emergenza sanitaria releghi ancora oggi le donne ad un ruolo subalterno, rientrando tra le mura domestiche.
Di contro, per quanto sopra esposto, abbiamo poco da festeggiare il I Maggio stante il permanere degli stereotipi, dell’’atavica assenza di lavoro e della persistenza del divario di genere, fenomeni che il Covid 19 ha amplificato.
L’auspicio, e da ciò le proposte – conclude Pipponzi - è che si possa cogliere il giorno della Festa del Lavoro come quello di un nuovo protagonismo delle donne, avviato nella prima fase emergenziale con l’apporto virtuoso del lavoro femminile nel campo della sanità, della ricerca e della scienza”.

  

Emergenza Coronavirus, Bardi emana l’ordinanza n. 20

Mer, 29/04/2020 - 23:17
Il presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, ha emanato l’ordinanza n. 20 del 29 aprile 2020, contenente ulteriori misure di contrasto e prevenzione dell’emergenza epidemiologica da Covid-19.
“Ferme restando le misure statali e regionali già vigenti di contenimento del rischio sanitario” l’ordinanza obbliga chi arriva in Basilicata da altre regioni, anche se asintomatico, “a comunicare la propria presenza al proprio medico di base, al pediatra o al numero verde istituito dalla Regione 800996688”. Oltre all’obbligo della comunicazione c’è anche quello di ,mettersi in isolamento fiduciario presso la propria abitazione o in un altro luogo indicato come domicilio per quattordici giorni. In questo periodo sono vietati i contatti sociali, spostamenti o viaggi. Chi proviene da fuori regione, inoltre, è sottoposto a tampone. La permanenza domiciliare termina con l’acquisizione del risultato negativo del tempone, mentre la persona risultata positiva sarà presa in carico dalle unità sanitarie speciali Covid-19 di competenza e sarà in permanenza domiciliare.
Queste disposizioni non si applicano “in ragione di comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute, nonché ai soggetti che facciano ingresso in Basilicata in ragione di spostamenti funzionali allo svolgimento delle attività inerenti gli Organi Costituzionali, di funzioni pubbliche anche di natura elettiva, comprese quelle inerenti gli incarichi istituzionali”.
L’ordinanza è pubblicata sull’edizione speciale del Bur n. 41 e sul sito istituzionale della Regione Basilicata.

Bardi al Governo: più competenze alle Regioni nella Fase 2

Mer, 29/04/2020 - 18:47
La Fase 1 dell’emergenza Covid ha visto un accentramento dei poteri normativi in capo al Governo, secondo lo schema decreto-legge + DPCM attuativi che ha posto problemi di compatibilità con la Costituzione, sia con riferimento al coinvolgimento parlamentare, sia con riferimento al rispetto delle competenze regionali.
Tale accentramento è stato comunque responsabilmente accettato dalle Regioni a causa dell’assoluta emergenza e del principio di leale collaborazione tra livelli di governo, ma il protrarsi, anche nell’attuale fase di superamento della stretta emergenza, di risposte eccezionali, date rigidamente con atti del Presidente del Consiglio dei Ministri sprovvisti di forza di legge, potrebbe portare alla luce criticità anche notevoli circa la tenuta di un impianto giuridico basato su atti amministrativi che, in quanto tali, sono sì successivamente sindacabili innanzi al giudice amministrativo e, per ciò che concerne le Regioni, anche presso la Corte Costituzionale, ma che sfuggono al controllo preventivo da parte del potere pubblico e costituzionale.
Ad ogni modo adesso inizia la Fase 2. È una fase nuova, che si giustifica per una progressiva diminuzione dell’emergenza.
Per questo motivo, è essenziale che si ritorni progressivamente ad un più pieno rispetto dell’assetto costituzionale e del riparto di competenze tra lo Stato e le Regioni, sempre in applicazione dei principi di sussidiarietà e leale collaborazione.
È necessario giungere progressivamente ad una “normalizzazione dell’emergenza”, che consenta un ritorno agli equilibri democratici previsti dalla Costituzione.
E che porti, da un lato, a svolgere quanto prima le elezioni nelle Regioni a fine consiliatura e, dall’altro, a riconsegnare alle Regioni le competenze provvisoriamente avocate al livello centrale.
Ogni territorio, infatti, ha le proprie specificità, sia da un punto di vista strutturale, sia da un punto di vista epidemiologico. Essendoci dunque situazioni di oggettiva disomogeneità di condizioni sul territorio nazionale, è necessario che si possano dare regolamentazioni differenziate.
Si deve perciò passare dalla logica dell’uniformità alla logica dell’uguaglianza.
Diversamente, trattando in modo uniforme situazioni diverse, si giungerebbe al paradosso di aumentare le disuguaglianze, con una lesione della logica dei livelli essenziali da garantire su tutto il territorio (art. 117, c. 2, lett. m, Cost.), del principio di valorizzazione delle autonomie (art. 5 Cost.) e, soprattutto, del principio di uguaglianza sostanziale tra i cittadini italiani (art. 3, c. 2, Cost.).
Come ha recentemente detto il Presidente della Corte costituzionale non si può affermare che esista un diritto speciale per i tempi eccezionali, quali quelli che stiamo vivendo.
È dunque necessario mettere a punto un sistema di collaborazione tra governo centrale e governi regionali maggiormente in linea con le prerogative costituzionali.
Un ordinato sistema di regolazione dell’emergenza Covid dovrebbe portare il livello di governo centrale ad adottare la cornice di riferimento, prevalentemente con atti normativi primari, sottoposti al controllo parlamentare.
Tali atti potranno essere integrati da atti amministrativi (Dpcm) nello stretto limite di quanto previsto dalle competenze statali, o richiesto dal principio di sussidiarietà.
Le prescrizioni concrete poste dal Governo centrale dovranno comunque lasciare uno spazio di regolazione alle Regioni, per adattare le previsioni alle specifiche condizioni dei territori.
In entrambi i casi, lo spazio per la regolazione regionale dovrà essere sottoposto ad un rigoroso controllo da parte del Governo centrale, utilizzando parametri scientifici oggettivi riferiti ad ogni sistema sanitario regionale, come ad esempio la saturazione dei posti letto [in terapia intensiva / semi-intensiva] o l’indice R0, con scansioni temporali settimanali.
Ciò premesso in generale, con riferimento in particolare al mondo produttivo (ma senza, per questo, ridimensionare in alcun modo gli enormi problemi presenti  in altri settori quali, ad esempio, la scuola dell’infanzia e dell’istruzione) si osserva che con  il protrarsi delle chiusure delle attività produttive e di quelle del terziario, come il commercio, il turismo, i servizi, i trasporti e le professioni, e con la prospettiva che questa situazione si prolunghi nel tempo, il quadro economico è destinato a peggiorare drasticamente e i consumi rischiano un crollo generalizzato.
Pertanto ci attendiamo che il Governo recepisca da subito le istanze delle diverse categorie produttive, in quanto prolungare il lockdown significa continuare a non produrre, perdere clienti e relazioni internazionali e non fatturare, con l’effetto che molte imprese finiranno per non essere in grado di pagare gli stipendi del prossimo mese.
A questo punto è fondamentale realizzare un percorso rapido e chiaro, con decisioni condivise basate su una interlocuzione costante tra Pubblica Amministrazione, associazioni di categoria e sindacati che indichi le tappe per arrivare alla piena operatività.
È chiaro che la salute è il primo e imprescindibile obiettivo, ma non può essere l’unico. Del resto il bene della vita ‘salute’ è caratterizzato da una molteplicità di profili: innanzitutto, fisico e psicologico ed è evidente che quest’ultimo è gravemente compromesso dalla perdita del lavoro e dai debiti
Le Regioni condividono le fondate preoccupazioni delle categorie più volte espresse e quindi, pur essendo pienamente consapevoli che il virus non conosce confini geografici,  sottolineano l’importanza di produrre il massimo sforzo per contemperare la doverosa tutela della salute con la salvaguardia del tessuto economico, non solo per limitare allo strettissimo indispensabile la compressione delle più importanti libertà fondamentali dei cittadini ma anche per evitare che la gravissima crisi economica in atto diventi irreversibile, con le catastrofiche conseguenze sociali correlate.
Per fare ciò pare assolutamente necessario che l’attuale struttura del DPCM 26 aprile 2020, imperniato su regole previste rigidamente in funzione della sola tipologia di attività economica svolta e con la possibilità di adottare, nelle singole regioni, solamente misure più restrittive, venga riformata in quanto non dotata della necessaria flessibilità capace di riconoscere alle Regioni, laddove la situazione epidemiologica risulti migliorata e i modelli previsionali di contagio in sostenuta decrescita, la possibilità di applicare nei loro territori regole meno stringenti di quelle previste a livello nazionale, con una compressione delle libertà costituzionali strettamente proporzionata all’esigenza di tutela della salute collettiva.
Si ritiene che un tanto sia conseguibile col riconoscimento alle singole Regioni della facoltà di calibrare le aperture delle varie attività produttive.
È fondamentale, per quanto riguarda le attività produttive, industriali e commerciali, mutare radicalmente la prospettiva, superando la logica della disciplina in base all’enumerazione delle attività consentite in base, ad esempio, ai codici ATECO, per giungere alla possibilità di definire le aperture in base alla capacità effettiva di rispettare e far rispettare le misure di sanità pubblica atte a evitare il diffondersi del virus, da definire in modo chiaro sulla base dell’interlocuzione tra Pubblica Amministrazione, associazioni di categoria e sindacati e comunque non meno restrittive di quelle contenute nel DPCM 26 aprile 2020.
In estrema sintesi, dunque, le Regioni propongono, in presenza di una data situazione epidemiologica riscontrabile oggettivamente e certificata dall’Autorità sanitaria delle singole Regioni e sottoposta ad uno scrupoloso controllo del Governo, di garantire la possibilità di poter riaprire la propria attività a tutti coloro che rispettino le misure già previste dal DPCM del 26 aprile 2020 e dai protocolli di sicurezza aziendali.


'Fase 2', domani Bardi incontra parti sociali

Mer, 29/04/2020 - 18:37
Domani, alle ore 16, il presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, terrà una consultazione con le parti sociali sui futuri provvedimenti da adottare in merito alla cosiddetta 'Fase 2' dell'emergenza Covid-19.

Domani 30 aprile a “Uno Mattina” spazio alla Basilicata rurale

Mer, 29/04/2020 - 18:31
Promuovere i prodotti agroalimentari “made in Basilicata”.  Domani 30 aprile alle ore 7.45 l’assessore regionale alle politiche agricole e forestali, Francesco Fanelli, sarà ospite in diretta a “Uno mattina”, il noto programma televisivo di Rai uno, per parlare della campagna di comunicazione “Compra lucano! Mangi sano e dai una mano” promossa dal Dipartimento regionale, realizzata col contributo del PSR Basilicata 2014-2020.
Spazio alla Basilicata del gusto, a una terra dai sapori autentici e dai paesaggi rurali.
L’iniziativa nasce dall’accordo sottoscritto fra la Regione Basilicata e la Rai.

Piano fabbisogni personale Regione, tempo pieno per 58 unità

Mer, 29/04/2020 - 17:45
Completando il percorso di stabilizzazione avviato negli anni scorsi, la Giunta regionale ha deciso di trasformare a tempo pieno e indeterminato (36 ore settimanali) i contratti di 58 lavoratori, 19 di categoria D e 39 di categoria C, in servizio a tempo parziale da alcuni anni presso diversi uffici regionali (Alsia, Dipartimento Politiche Agricole, Dipartimento Ambiente). In queste ore il dirigente generale del Dipartimento Presidenza Maria Teresa Lavieri sta procedendo alla firma dei relativi contratti a tempo indeterminato, che saranno attivi dal 1 maggio.

Il provvedimento ricalca le previsioni del Piano dei fabbisogni del personale 2019/2021, recentemente varato dalla Giunta, in base al quale nel biennio 2019/2020 sono previste 220 assunzioni. Di queste, almeno il 50 per cento dei posti disponibili sarà destinato alla stabilizzazione dei due bacini di precariato indicati dalla legge Madia: 112 posti saranno oggetto di una selezione aperta alla platea dei circa 170 cococo in possesso dei requisiti richiesti, mentre 15 posti saranno destinati a quanti erano stati assunti part time.

A questi si aggiungono le assunzioni rivolte all’esterno, attraverso le consuete procedure pubbliche (concorsi, mobilità, scorrimento graduatorie in vigore), che saranno 45 a valere sull’annualità 2019 (6 dirigenti, 36 posti di categoria D) e 39 a valere sull’annualità 2020 (3 dirigenti, 30 dipendenti di categoria D, 5 di categoria C e 1 di categoria B). Sono infine 20 i posti destinati al personale già in servizio in Regione per le cosiddette “Progressioni verticali”: 7 di categoria D e 3 di categoria C a valere sull’annualità 2019 e 7 di categoria D e 3 di categoria C sul 2020.

La Giunta a breve adotterà un atto di indirizzo con il quale sarà definito il percorso per dare compiuta attuazione al piano dei fabbisogni; in questo provvedimento saranno ricomprese tutte le ipotesi rivenienti dalle norme nazionali e regionali in materia. 

Covid-19, Regione estende indagine epidemiologica

Mer, 29/04/2020 - 16:37
Proseguirà nei comuni di Tricarico, Irsina e in parte del territorio di Grassano lo screening epidemiologico già effettuato a Moliterno, dove ai residenti sono stati eseguiti 1004 tamponi per l’infezione da Covid-19 e altrettanti test sierologici per la ricerca di anticorpi IgM e IgG. In questo modo, oltre ai soggetti positivi asintomatici o paucisintomatici, sarà possibile riscontare casi negativi che presentano un aumento degli anticorpi legato a un precedente contagio che non ha prodotto sintomi clinici. 
Lo rendono noto l’assessore alla Salute e Politiche sociali, Rocco Leone, e il direttore generale del dipartimento regionale e coordinatore della task force, Ernesto Esposito. 
L’iniziativa, approvata dalla giunta regionale nella seduta di ieri, consentirà di comprendere l’evoluzione del contagio nelle singole comunità, attraverso un campione statisticamente significativo includente almeno il 50 per cento dei nuclei familiari presenti in ciascun comune.
 
  

Valore donna 2020 – voucher per la conciliazione: proroga Avviso

Mer, 29/04/2020 - 13:12
La Giunta regionale, su proposta dell’assessore alle Politiche di sviluppo, lavoro, formazione e ricerca, Francesco Cupparo, ha approvato una delibera che proroga il termine di validità del voucher, finanziato dall’Avviso pubblico “Valore donna 2020 – voucher per la conciliazione”, al 31.12.2021 inteso come termine per la conclusione delle attività e termine ultimo di ammissibilità delle spese.
Con la proroga si intende consentire alle 631 destinatarie del voucher di poter beneficiare dei servizi previsti dall’Avviso pubblico (art. 7) in larga parte non attivabili a causa delle restrizioni imposte dall’emergenza epidemiologica da Covid-19.
“Nello specifico – spiega l’assessore Cupparo - tra i servizi che possono essere acquistati dalle destinatarie del voucher di conciliazione vi sono quelli di assistenza, cura e accompagnamento alla prima infanzia (fascia 0-5 anni) oltre ai servizi di pre-scuola e dopo scuola, supporto allo studio, servizio mensa, accesso a centri ricreativi diurni e centri estivi per l’infanzia (6-14 anni) e per i disabili che, di fatto, non possono essere fruiti”.
“E’ questa anche una risposta alle sollecitazioni pervenute dalla presidente della Commissione regionale per la Parità e le Pari opportunità tra uomo e donna, Margherita Perretti e dal Garante regionale dell’infanzia e dell’adolescenza, Vincenzo Giuliano, tenuto conto che – continua l’assessore - al momento, sulla base del monitoraggio dei dati sull’andamento del contagio da Covid 19 si ipotizza la ripresa dei servizi educativi per l’infanzia e delle attività didattiche nelle scuole non prima del prossimo mese di settembre 2020. Nello specifico ho sollecitato la collega Cristina Grieco, che si occupa del Coordinamento degli assessori regionali all’Istruzione e alla Cultura, ad un approfondimento sulle iniziative che è possibile mettere in campo sulla base delle competenze regionali.
Sono consapevole che l’attuale emergenza sanitaria ha scaricato sulle donne, lavoratrici e non, un maggiore carico dell’assistenza nell’ambito della famiglia. Nel Programma Operativo FSE Basilicata 2014-2020 – Asse I “Creare e mantenere l’occupazione” e nella prospettiva della ripresa di tutte le attività - conclude Cupparo – ci sono importanti azioni da attivare per rendere sempre più effettiva per le donne la conciliazione della vita professionale con la vita familiare”.


  

Covid-19, Regione: oltre 7 mln euro per le aziende sanitarie

Mer, 29/04/2020 - 12:56
La giunta regionale della Basilicata, nella seduta di ieri, ha approvato lo schema di ripartizione delle risorse economiche a favore delle aziende sanitarie per la gestione dell’emergenza Covid-19, in coerenza con il decreto legge n. 18 del 17 marzo scorso finalizzato al potenziamento del servizio sanitario. Nell’ambito dei complessivi 7.043.896 milioni di euro, di cui 4 milioni di euro rinvenuti da fondi regionali e 3 milioni di euro dallo stanziamento ministeriale, la deliberazione assegna 3.768.484 euro all’Aor San Carlo, 2.148.388,5 euro all’Asm e 1.127.023,5 euro all’Asp.
Lo rende noto l’assessore regionale alla Salute e Politiche sociali, Rocco Leone, il quale aggiunge che “attraverso l’atto ratificato ieri, abbiamo inoltre dato mandato al Dipartimento Politiche della persona di verificare la disponibilità economica per corrispondere un premio una tantum agli operatori sanitari impegnati nell’emergenza Covid-19. Il governo Bardi – prosegue Leone – intende valorizzare il merito e l’impegno straordinario messo in campo da chi opera nel comparto”.
  

Diga Montecotugno,Rosa: si lavora per superare criticità ereditate

Mer, 29/04/2020 - 12:50
Aumentare la capacità di invaso e raggiungere il pieno utilizzo della diga di Montecotugno.  La giunta regionale ha riprogrammato fondi europei del Po Fesr-Fsc, pari a 2.885.000 euro, per finanziare opere edili su manufatti esistenti e il ripristino degli impianti elettrici. 
La decisione dell’esecutivo lucano supera lo stallo creatosi a seguito di quanto accaduto nella scorsa legislatura che ha determinato la perdita dei fondi stanziati dal ministero dell’Agricoltura. L’attività burocratica per un eventuale recupero di detti stanziamenti confligge con l’urgenza dei lavori da eseguire.  
“Da un punto di vista prettamente tecnico – spiega l’assessore all’Ambiente ed Energia, Gianni Rosa, che ha proposto la delibera – esiste un problema sull’utilizzo delle paratoie degli scarichi di fondo e di mezzofondo, che potevano operare esclusivamente tramite un generatore di emergenza. In relazione a tutto ciò la Direzione generale per le dighe del ministero ha imposto una riduzione di capacità dell’invaso. Cosa inaccettabile. Con il nostro intervento potranno essere realizzate opere di manutenzione e ammodernamento che permetteranno di accumulare l’acqua nell’entità massima prevista”.
A tal proposito l’assessore alle Politiche agricole e forestali, Francesco Fanelli, ha espresso soddisfazione per il provvedimento che permetterà di “meglio utilizzare la diga e poter programmare serenamente l’utilizzo dell’acqua in favore dell’agricoltura nei periodi estivi”.

Emergenza Covid-19, aggiornamento del 29 aprile (dati 28 aprile)

Mer, 29/04/2020 - 12:13
La task force regionale comunica che in tutta la giornata di ieri, 28 aprile, sono stati effettuati 442 test per l’infezione da Covid – 19, risultati tutti negativi.

Con questo aggiornamento i casi di contagio confermati in tutta la regione sono 193. Ieri erano 205, ai quali vanno sottratti 11 persone guarite ed 1 positivo che, a seguito del consueto riconteggio mensile, era stato attribuito erroneamente alla Città di Rionero in Vulture il 28 marzo. Dall’inizio dell’emergenza sanitaria sono stati analizzati 11.331 tamponi, di cui 10.963 risultati negativi.

Ai 193 positivi vanno aggiunti: 25 persone decedute (9 di Potenza, 2 di Paterno, 1 di Spinoso, 1 di Moliterno, 1 di Villa d’Agri, 2 di Rapolla, 1 di Irsina, 1 di Montemurro, 1 di Pisticci, 2 di Matera, 1 di San Costantino Albanese, 2 di Avigliano, 1 di Tursi), 147 persone guarite, 1 paziente di Gravina di Puglia riscontrato dall’Asm, 1 paziente di Gioia del Colle, 1 paziente di Padula Buonabitacolo riscontrato dall’Aor San Carlo e 8 pazienti diagnosticati in altre regioni, residenti in Basilicata dove attualmente si trovano in isolamento domiciliare.

Attualmente i pazienti ricoverati presso strutture ospedaliere lucane (Azienda ospedaliera San Carlo e Ospedale Madonna delle Grazie) sono 55 così suddivisi: Azienda ospedaliera San Carlo: malattie infettive 15, terapia intensiva 0, pneumologia 9298 ; Ospedale Madonna delle Grazie: malattie infettive 27 e terapia intensiva 4. I lucani in isolamento domiciliare sono 138.

Il prossimo aggiornamento domani, 30 aprile, alle ore 12,00.

In allegato il bollettino quotidiano con tutti i dati riassuntivi. 

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